... prossimamente... qui!
30 ottobre 2009
29 ottobre 2009
Grissini semi-dolci alle castagne e frutta secca
E' da qualche tempo che sui blog si parla di castagne e ricette a tema.Complice i grissini alle castagne di Vale e quelli all'uvetta di Manu, ho improvvisato una "grissinata" un po' particolare e sperimentale.
Ingredienti
150g di pasta madre rinfrescata
200g di farina di castagne
100g di farina 00
1 bicchiere di latte1
cucchiaio di miele
1 cucchiaio di zucchero
acqua q.b
uvette, pinoli e granella di nocciole
Come prima cosa ho sciolto la Pasta Madre nel latte tiepido e ho aggiunto il miele. Mescolare con la mano in modo che la pm si sciolga completamente e a questo punto aggiungere le farine con lo zucchero e tanta acqua quanto occorre per avere un impasto morbido. Fare una palla e lasciar raddoppiare in una ciotola chiusa con della pellicola per alimenti. Nel mio caso ho lasciato lievitare 4 ore.Riprendere l'impasto e lavorarlo per qualche minuto aggiungendo le uvette e i pinoli. Stenderlo con un mattarello sul piano e, con un coltello, ritagliare tante striscioline di circa 1 cm di larghezza. Con le dita formare tanti salsicciotti facendo rotolare la pasta sulla granella di nocciole. Lasciar riposare i grissini per mezzoretta e infornare 180° per circa 10-15 minuti a seconda di come li volete (morbidi o secchi).
NB Questi grissini non sono molto dolci, si sfrutta la naturale dolcezza della farina di castagne e dell'uvetta. Se preferite qualcosa di più definito aumentate le dosi dello zucchero.
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Pasta madre
27 ottobre 2009
Noodles Bento
Come ogni martedì, ecco il Bento del giorno.
Fortunatamente le giornate sono ancora calde e posso permettermi di pranzare al parco subito dopo la piscina.
Il Bento di oggi è ad un unico piano, contiene dei noodles con salmone e zucchine, zucca al vapore con cumino, nocciolina e bottiglietta con salsa di soya.
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Bento
23 ottobre 2009
Coniglietti alle ciliegie
Questi biscotti sono stati preparati per un mio grande amico che ultimamente mi sta facendo tantissimi favori! Sarebbero perfetti con una spolverata finale di zucchero a velo, ma siccome so' che lui li spazzolerà a merenda al lavoro ho voluto evitare nevicate di zucchero a velo sui suoi documenti! (vero Dany?)
Anche questa ricetta partecipa alla raccolta Biscottiamo indetta da Il Criceto goloso.
Ingredienti
250g di farina 00
150g di burro freddo
100g di zucchero
2 tuorli d'uovo
una bustina di vanillina
marmellata di ciliegie (o quella che preferite)
Su una spianatoia stendete la farina mischiata alla vanillina, fate la fontana ed incorporatevi il burro freddo a pezzettini, dovete formare un composto sbricioloso; a questo punto aggiungete zucchero e tuorli d'uova e amalgamate velocemente con le punte delle dita sino ad ottenere una palla di frolla che lascerete riposare in frigo, avvolta nella pellicola, per almeno un'ora.
Passato il tempo di riposo, stendete la frolla ad uno spessore di mezzo cm e ritagliate i biscotti (con uno stampino), metà delle forme ottenute dovrete "forarle" con uno stampo più piccolo, in modo da ottenere il forellino da cui uscirà la marmellata. Infornate a 180° per 10 minuti abbondanti. Sfornate e lasciate raffreddare.
A questo punto farcite i biscotti con la marmellata e chiudeteli a sandwich.
22 ottobre 2009
Gnocchetti di zucca
Uno dei ricordi più remoti che ancora conservo riguarda la preparazione degli gnocchi fatti in casa assieme a mia mamma.
Quanti anni avrò avuto?...forse 5 o 6, ricordo solo il tavolo della cucina (immenso) e questi salsicciotti dai quali mia mamma tagliava dei piccoli tocchetti e io con la forchetta dovevo rigarli in superficie...e ricordo anche che qualcuno di quei tocchetti finivano in bocca e li sentivo sciogliere sul palato. A quella immagine lego anche la sensazione ovattata di calore, inverno, vapore della cucina... gli gnocchi così come i biscotti, la pizza, ricordo che preparavamo tutto noi, era scontato che fosse così.
Poi per anni basta, gli gnocchi erano solo quelli collosi comprati al supermercato, la Mulino Bianco si era portata via la bellezza del ritagliare i tocchettini di frolla con la rondella dentellata che non voleva saperne di correre dritta tra le mie mani inesperte (ancora oggi va' un po' dove vuole lei... però ora mi munisco di riga e squadra...come Accademia e Liceo Artistico insegna!), la pizza...bhe almeno quella la facciamo ancora in casa col forno a legna!
Qualche anno fa, quando ho iniziato a cucinare io in casa, ho riproposto gli gnocchi casalinghi... assurdo pensare che quasi non eravamo più abituati al sapore di patata "vera", di farina ne va pochissima proprio perchè devono sciogliersi in bocca...l'aspetto prima della cottura non sarà bellissimo come quelli che si comprano al supermercato, per farli belli e sodi occorrerebbe più farina, e si andrebbe a perdere quella scioglievolezza che sa di antico e di tradizione.
Certo, ci vuole il tempo, ho la fortuna di lavorare nel negozio di arredamento di famiglia, quindi se un giorno dico -Rimango a casa a fare gli gnocchi- nessuno mi dice niente, anzi!! Ma è anche bello tenersi questi piccoli piaceri per le ore veramente libere, nulla deve essere forzato o obbligato, ma semplicemente fatto per puro piacere.
Ieri mattina, giornata umida e piovosa, mi sono ritrovata con qualche ora libera (benedetta insonnia), e questa volta, ispirata da lei, ho voluto preparare gli gnocchi con...la zucca.
Si tratta di sostituire le patate con polpa di zucca precedentemente cotta al forno a 180° per circa 30 minuti, fino a quando sarà possibile schiacciarla con la forchetta.
Difficile dare delle dosi, dipende da quanto è umida la polpa della zucca, in genere mi regolo aggiungendo tanta farina quanta ne chiede l'impasto per essere manipolato abbastanza facilmente, ma attenzione, deve rimanere comunque borbido e appiccicosetto altrimenti gli gnocchi saranno stopposi una volta cotti!
Qua sotto vi riporto le dosi che ho tenuto io, tenete presente che in fase di lavorazione ho dovuto aggiungere un paio di manciate di farina in più .
Ingredienti per 2 persone (o una abbondante)
350g di zucca al netto degli scarti (zucca farinosa, la Mantovana per intenderci)
50g di farinasale e noce moscata
Dopo aver ammorbidito la polpa della zucca come indicato sopra, schiacciarla con una forchetta o uno schiacciapatate, io ho anche passato il tutto con un colino in modo da eliminare i liquidi, poi dipende dalla qualità della vostra zucca. Salate a piacere e se vi piace aggiungete della noce moscata.
Aggiungere la farina (sono partita con i 50g) e se vedete che l'impasto rimane colloso aggiungerne gradatamente qualche cucchiaiata in più. Su una spianatoia mettete della semola o della farina e iniziate a formare dei salsicciotti con le dita, con un coltello ricavate degli gnocchetti.
Per la cottura regolatevi come gli gnocchi comuni.
Mio fratello li ha mangiati con del formaggio fuso e pancetta arrostita, io (come anche gli gnocchi normali) semplicemente con verdura (zucca arrosto), sale e pepe.
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Zucca
20 ottobre 2009
Biscottiamo!
La mia prima ricetta da raccolta... a dire il vero avevo promesso a lei che Riso a raccolta sarebbe stata la prima, ma avendo già pronta questa (ed essendo la mia ricetta di riso un po' lunga da realizzare in questi frenetici giorni) preferisco iniziare a postare questi biscottini già realizzati qualche tempo fa.
La raccolta è stata promossa da Il criceto Goloso a cui invio ricetta e un caldo abbraccio, sperando di diventare amiche di blog!
Biscottini latte e rosa
19 ottobre 2009
Minestra di riso, latte e castagne
Sono bastati pochi giorni e, quella che sembrava una lunga estate, ha lasciato il posto al sonnecchiante Autunno, che da sotto la sua copertina di foglie secche e fuliggine di camino ci sussurrava già da qualche giorno, con un fresco alito di vento, che oramai Ottobre è giunto e con lui i colori e gli odori di un inverno che tra non molto busserà alle nostre finestre.
Una stagione che ci accarezza con le foglie che oramai cadono dagli alberi; quei colori caldi, i colori della terra che si prepara a riposare mentre dai castagni cadono gli ultimi doni che la Natura ci offre prima del suo congedo.
Nell'aria profumo di legno bruciato, terra umida che scricchiola sotto i piedi... e ancora odore di lana bagnata, nell'aria rivoli di fumo dai camini... dalle cucine profumi di caldo e di pane, e i vetri offuscati dai vapori...
Un minuto di silenzio, la terra ora riposa.
Per salutare la nuova stagione, un piatto semplicissimo e antico che scalda il cuore
Ingredienti per 4 personeUna stagione che ci accarezza con le foglie che oramai cadono dagli alberi; quei colori caldi, i colori della terra che si prepara a riposare mentre dai castagni cadono gli ultimi doni che la Natura ci offre prima del suo congedo.
Nell'aria profumo di legno bruciato, terra umida che scricchiola sotto i piedi... e ancora odore di lana bagnata, nell'aria rivoli di fumo dai camini... dalle cucine profumi di caldo e di pane, e i vetri offuscati dai vapori...
Un minuto di silenzio, la terra ora riposa.
Per salutare la nuova stagione, un piatto semplicissimo e antico che scalda il cuore
250g di castagne fresche e spellate (o secche)
100g di riso da minestra
foglia di alloro
1l latte
1/2 l di acqua
sale, pepe, noce moscata
Se non avete a disposizione le castagne fresche, utilizzate pure quelle secche ma mettetele a bagno in acqua tiepida per 24 ore, dopo di che scolatele, mettetele in una pentola, copritele di acqua e portatele a bollore facendole cuocere per 2 ore. Se, come me, avete avuto la fortuna di passare un week end con persone fantastiche in una casina al margine del bosco e avete raccolto chili di castagne, sbucciatene 250g e fatele bollire in acqua leggermente salato con una foglia di alloro per una mezzoretta, scolate e togliete con cura la pellicina che le ricopre. Mettete da parte. In un tegame unite il latte e il mezzo litro di acqua, salate leggermente (farete sempre in tempo a salare alla fine) e unite il riso e le castagne. Portate a bollore (attenzione, il latte ad un certo punto farà molta schiuma, tenete d'occhio la pentola) e fate cuocere fino a quando il liquido si sarà ristretto (30-40 minuti), aggiungere noce moscata e, se piace, una noce di burro e pepe.
NB Prossimamente foto della castagnata!!
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16 ottobre 2009
World Bread Day, Pane e grissini alle olive!
Per il World Bread Day avrei voluto preparare qualcosa di particolare, ma un'esigenza puramente tecnica mi ha fatto optare per questo pane già sperimentato settimana scorsa: domani ho una cena a base di Bourguignon di carne e salsine varie, quindi mi occorre un pane di accompagnamento abbastanza alveolato e di sapore neutro. Inutile che vi riscriva la ricetta che potete trovare qui, l'unica variante è stata l'aggiunta di fiocchi d'avena sulla superficie dell'impasto (oltre alla solita semola e semini vari). Tra i vari "dietro alle quinte" di questa panificazione, volevo segnalare un piccolo problema alla mia pm, fortunatamente risolto grazie all'intervento di lei e lei. Già durante il rinfresco di ieri mi sono accorta che qualcosa non andava, la consistenza della pm era piuttosto asciutta, quando in genere è collosa e appiccicosa... dopo le 7 ore successive al rinfresco (in cui la pm riposava nella sua ciotola coperta da un piatto) ho ritrovato una pasta ancora più secca in superficie, evidentemente da sotto il piatto è passata dell'aria...CRISI. Come suggeritomi, stamattina ho effettuato un nuovo rinfresco, questa volta ho aggiunto un cucchiaio d'acqua in più rispetto ai canonici del rinfresco, e sembrerebbe che la mia pm si sia ripresa, con i 200g "scartati" ho provato a fare i miei primi grissini, non saranno un "pane speciale" da WBD, ma sicuramente saranno apprezzati dalle bocche fameliche che pasteggeranno stasera in casa mia!!
Ecco quindi la mia ricetta ufficiale per il WBD, per chi non sapesse esattamente cosa sia , il post di Zorra illuminerà le vostre menti su questa giornata speciale!
Ecco quindi la mia ricetta ufficiale per il WBD, per chi non sapesse esattamente cosa sia , il post di Zorra illuminerà le vostre menti su questa giornata speciale!
Grissini alle olive con Pasta Madre
Ingredienti
175g pasta madre rinfrescata
250g farina
6g sale (la ricetta ne prevede 12, ma avendo ggiunto delle olive già saporite ho preferito diminuire)
32g di olio EVO
acqua tiepida qb per ottenere un impasto non appiccicoso (circa mezzo bicchiere)
Per prima cosa ho sciolto la pm in un po' di acqua tiepida, aggiungendo l'olio, la farina e poco per volta l'acqua, in base a quanta me ne richiedeva l'impasto, in modo da ottenere un composto sodo e non appiccicoso. Come ultimo ingrediente ho aggiunto il sale e le olive denocciolate tagliate a metà. Ho lavorato per una decina di minuti l'impasto, facendo in modo che le olive si amalgamassero ben bene, su una spianatoia infarinata ho steso la pasta formando un rettangolo alto 1cm (aiutatevi col mattarello) e ho coperto con un canovaccio umido. Dopo 3 ore di lievitazione ritagliare con una spatolina -o un coltello- tante striscioline larghe 1,5 cm e arrotolarle con le dita, andando a formare dei salsicciotti irregolari. Volendo potete spennellarli con un po' di olio e spolverizzarli con dei semini prima di infornarli a 200° per circa 30 minuti (il tempo di cottura varia a seconda delle dimensioni dei vostri grissini e dai vostri gusti personali, se li volete secchi lasciateli cuocere di più, se li volete morbidi regolatevi "al tatto" e sfornateli prima).

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Pasta madre
15 ottobre 2009
Zucchina ripiena
Dopo averle snobbate quando i supermercati ne erano pieni, negli ultimi tempi ero all'affannata ricerca delle zucchine tonde, a mio avviso le più comode da farcire!
Ma oramai la stagione delle zucchine (haimè) è quasi al termine, certo se ne troveranno sempre al supermercato... ma vuoi mettere quelle belle zucchinette piccine piccine con magari attaccato ancora il fiore, piuttosto che le zucchinacce lunghe un metro e una spanna simili alla clava di Fred Flintstones che il banco frigo ci propone ora?
Immaginate quindi la mia sopresa e sincera emozione :o) quando, passeggiando per le vie del centro di Seregno, mi sono imbattuta nelle bancarelle di alcuni coltivatori e allevatori locali che vendevano direttamente al pubblico i loro prodotti...e cosa ti trovo?? Nascosta sotto il banco di un fruttivendolo...una cassetta di zucchine tonde!!
Credo che il sopracitato coltivatore non si sia mai trovato una cliente commossa di fonte ad una zucchina... fatto sta' che nel giro di un minuto pedalavo sfrenata verso casa con la mia zucchinetta-palletta nel cestino della mia biciclettina rossa (che come qualcuno già sà, è provvista di ben 2 cestini di vimini di cui uno decorato con tralci di edera!!! :oD ).
A questo punto dovevo solo decidere come farcirla, ovviamente in casa (tutti ben fedeli alle solite e noiose ricette casalinghe) mi hanno suggerito la carne trita con il solito uovo e grana nell'impasto...che tristezza, in casa mia esiste solo questo modo per farcire la verdura al forno...
Ovviamente ho scartato sul nascere la proposta e ho iniziato a scavare un po' la zucchina...poi come si sa' le cose vengono da sè, la parte scartata è stata spadellata al momento in un padellino unto di olio, sale e timo; a parte ho fatto ammollare una manciatina di funghi secchi in acqua tiepida e li ho uniti alla polpa spadellata, un goccio di acqua di ammollo dei funghi per ammorbidire il tutto e ho ultimato la cottura. Nel frattempo ho lessato in acqua bollente e salata la zucchina (bastano 3 o 4 minuti), ho preso il composto precedentemente cucinato e vi ho aggiunto una cucchiaiata di ricotta fresca, dopo aver amalgamato il tutto (e regolato di sale e pepe) vi ho farcito la zucchinetta, dopo averla sistemata in una pirofilina con carta da forno ho infornato a 180° per una trentina di minuti!
Ma oramai la stagione delle zucchine (haimè) è quasi al termine, certo se ne troveranno sempre al supermercato... ma vuoi mettere quelle belle zucchinette piccine piccine con magari attaccato ancora il fiore, piuttosto che le zucchinacce lunghe un metro e una spanna simili alla clava di Fred Flintstones che il banco frigo ci propone ora?
Immaginate quindi la mia sopresa e sincera emozione :o) quando, passeggiando per le vie del centro di Seregno, mi sono imbattuta nelle bancarelle di alcuni coltivatori e allevatori locali che vendevano direttamente al pubblico i loro prodotti...e cosa ti trovo?? Nascosta sotto il banco di un fruttivendolo...una cassetta di zucchine tonde!!
Credo che il sopracitato coltivatore non si sia mai trovato una cliente commossa di fonte ad una zucchina... fatto sta' che nel giro di un minuto pedalavo sfrenata verso casa con la mia zucchinetta-palletta nel cestino della mia biciclettina rossa (che come qualcuno già sà, è provvista di ben 2 cestini di vimini di cui uno decorato con tralci di edera!!! :oD ).
A questo punto dovevo solo decidere come farcirla, ovviamente in casa (tutti ben fedeli alle solite e noiose ricette casalinghe) mi hanno suggerito la carne trita con il solito uovo e grana nell'impasto...che tristezza, in casa mia esiste solo questo modo per farcire la verdura al forno...
Ovviamente ho scartato sul nascere la proposta e ho iniziato a scavare un po' la zucchina...poi come si sa' le cose vengono da sè, la parte scartata è stata spadellata al momento in un padellino unto di olio, sale e timo; a parte ho fatto ammollare una manciatina di funghi secchi in acqua tiepida e li ho uniti alla polpa spadellata, un goccio di acqua di ammollo dei funghi per ammorbidire il tutto e ho ultimato la cottura. Nel frattempo ho lessato in acqua bollente e salata la zucchina (bastano 3 o 4 minuti), ho preso il composto precedentemente cucinato e vi ho aggiunto una cucchiaiata di ricotta fresca, dopo aver amalgamato il tutto (e regolato di sale e pepe) vi ho farcito la zucchinetta, dopo averla sistemata in una pirofilina con carta da forno ho infornato a 180° per una trentina di minuti!
NB Una volta cotta lasciate raffreddare la zucchina nel piatto qualche minuto prima di mangiarla, eviterete di ustionarvi il palato e lascerete modo alla ricotta di rapprendersi un pochino (la ricotta in questa ricetta serve come legante, non mettetene troppa! Potete sostituirla anche con formaggi più saporiti, io adiando qualsiasi tipo di formaggio non ho aggiunto nient'altro, ma credo ci stiano bene grana, pecorino, mozzarella ecc!)

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Contorni
13 ottobre 2009
Gatto-bento
Come tutti i martedì pranzo fuori casa, e chi mi conosce sà che adoro portarmi la "schiscetta", sopratutto se si presenta così: allegra e colorata!!
RIPIANO INFERIORE
- Onigiri di riso ripieno di ricotta e spolverato con misticanza di fiori (sembrano coriandoli!)
- Tonno al naturale e pomodorino
RIPIANO SUPERIORE
- Onigiri-gatto di riso decorato con alga nori e sottoletta (occhi)
- Stelline di zucchine in padella
- Pomodorino e bottiglietta con salsa di soja
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Bento
12 ottobre 2009
Focaccia dolce con Pasta Madre
Questo è il mio primo esperimento dolce con la Pasta Madre, sinceramente ero un po' dubbiosa in quanto temevo il retrogusto un po' acidulo, ma devo dire che la mia pm sta ingranando per bene e il risultato è stato un dolce soffice soffice, quasi come una Colomba, arricchita con uvette e gocce di cioccolato. La ricetta è sua, con l'unica variante dello zucchero a velo caramellato sulla superficie del dolce.
Ingredienti (la mia tortiera è da 20 cm)
150g di pm già rinfrescata
250g di farina 00
60g burro morbido
30g di olio d'oliva
50g di zucchero (li ho portati a 70 perchè nell'originale si sottolineava che il risultato fosse poco dolce)
1 cucchiano di miele
2 uova
40g latte tiepido
uvette, gocce di cioccolato (o frutta secca, quello che preferite)
In una ciotola unite pasta madre, farina, miele, zucchero, latte, olio e uova, amalgamate tutto con un cucchiaio di legno, non serve impastare con le mani in quanto l'impasto risulterà colloso e appiccicoso, come per una torta lievitata. Aggiungere il burro ammorbidito e continuare a mescolare, per ultimo unite le uvette e le gocce di cioccolato. Ponete l'impasto a lievitare in una ciotola coperta con pellicola e un canovaccio da cucina per farlo restare al buio (io ho iniziato la preparazione alle 21 e ho lasciato lievitare tutta notte, sino alle 7 del mattino). Una volta avvenuta la prima lievitazione, rovesciare ilcomposto in una tortiera (per sicurezza l'ho rivestita di carta da forno), coprite con la pellicola e fate lievitare nuovamente per 3-4 ore. A questo punto accendete il forno a 180° e inserite subito il dolce, senza aspettare che il forn si riscaldi, il calore che aumenta gradualmente cuocerà il dolce e allo stesso tempo impedirà che si formi una crosta dura. La cottura da quando ho infilato la torta nel forno è stata di 40-45 minuti, regolatevi con uno stecchino. Prima di estrarre il dolce spolveratelo con dello zucchero a velo e fate caramellare per qualche minuto.
NB Il dolce è morbido, fribile e leggerissimo, ma ha la tendenza a seccare subito (come il panettone), consiglierei di conservarlo coperto con della pellicola o in un sacchettino per alimenti.
Ingredienti (la mia tortiera è da 20 cm)
150g di pm già rinfrescata
250g di farina 00
60g burro morbido
30g di olio d'oliva
50g di zucchero (li ho portati a 70 perchè nell'originale si sottolineava che il risultato fosse poco dolce)
1 cucchiano di miele
2 uova
40g latte tiepido
uvette, gocce di cioccolato (o frutta secca, quello che preferite)
In una ciotola unite pasta madre, farina, miele, zucchero, latte, olio e uova, amalgamate tutto con un cucchiaio di legno, non serve impastare con le mani in quanto l'impasto risulterà colloso e appiccicoso, come per una torta lievitata. Aggiungere il burro ammorbidito e continuare a mescolare, per ultimo unite le uvette e le gocce di cioccolato. Ponete l'impasto a lievitare in una ciotola coperta con pellicola e un canovaccio da cucina per farlo restare al buio (io ho iniziato la preparazione alle 21 e ho lasciato lievitare tutta notte, sino alle 7 del mattino). Una volta avvenuta la prima lievitazione, rovesciare ilcomposto in una tortiera (per sicurezza l'ho rivestita di carta da forno), coprite con la pellicola e fate lievitare nuovamente per 3-4 ore. A questo punto accendete il forno a 180° e inserite subito il dolce, senza aspettare che il forn si riscaldi, il calore che aumenta gradualmente cuocerà il dolce e allo stesso tempo impedirà che si formi una crosta dura. La cottura da quando ho infilato la torta nel forno è stata di 40-45 minuti, regolatevi con uno stecchino. Prima di estrarre il dolce spolveratelo con dello zucchero a velo e fate caramellare per qualche minuto.
NB Il dolce è morbido, fribile e leggerissimo, ma ha la tendenza a seccare subito (come il panettone), consiglierei di conservarlo coperto con della pellicola o in un sacchettino per alimenti.
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Pasta madre
11 ottobre 2009
Meringata ai frutti di bosco
Sono rimasta estasiata dalla bellezza della sua fotografia, e incuriosita dal risultato finale della ricetta: la morbidezza e l'acidulo dei frutti di bosco in contrasto con la dolcezza e la cremosità della meringa... e complici due albumi avanzati dalla preparazione del Frangipane...mi sono messa all'opera!
Prima di tutto voglio sottolineare il mio spiccato odio verso l'albume montato a neve: non mi è mai venuto!
Assurdo vero? Cosa ci vuole a schiacciare il pulsante dello sbattitore elettrico? Eppure le ho provate tutte: il sale (sbagliatissimo), porre la ciotola a bagno maria durante la montatura ( ma "bagno maria" come si scrive?? Staccato...tutto attaccato...Maria in maiuscolo...minuscolo... e perchè proprio Maria??? Boohh), fatto sta che questi albumi che in teoria non dovrebbero staccarsi dalla ciotola una volta messa sottosopra han sempre rischiato di farmi lo shampoo!
Ma questa volta....PERFETTI!
Un grazie quindi a fiOrdivanilla e alle sue dritte, seguite ALLA LETTERA procedimento e grammature e sentirete che delizia!!
Non rimane che mettersi all'opera, non scrivo nemmeno gli ingredienti perchè è tutto merito suo quanto vedete in foto!


Prima di tutto voglio sottolineare il mio spiccato odio verso l'albume montato a neve: non mi è mai venuto!
Assurdo vero? Cosa ci vuole a schiacciare il pulsante dello sbattitore elettrico? Eppure le ho provate tutte: il sale (sbagliatissimo), porre la ciotola a bagno maria durante la montatura ( ma "bagno maria" come si scrive?? Staccato...tutto attaccato...Maria in maiuscolo...minuscolo... e perchè proprio Maria??? Boohh), fatto sta che questi albumi che in teoria non dovrebbero staccarsi dalla ciotola una volta messa sottosopra han sempre rischiato di farmi lo shampoo!
Ma questa volta....PERFETTI!
Un grazie quindi a fiOrdivanilla e alle sue dritte, seguite ALLA LETTERA procedimento e grammature e sentirete che delizia!!
Non rimane che mettersi all'opera, non scrivo nemmeno gli ingredienti perchè è tutto merito suo quanto vedete in foto!
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Al cucchiaio
10 ottobre 2009
I tortini del giorno dopo
Semplicemente delle mini crostatine al Frangipane e pinoli ottenute con le rimanenze della crostata di ieri!
Versione snack!
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Dolcetti
09 ottobre 2009
Crostata frangipane ai pinoli
Tante volte ho letto il nome di questa torta su blog e ricettari... e sempre mi sono chiesta: che sarà mai questo frangipane? Poi per pigrizia o chissà cos'altro non ho mai letto fino in fondo la ricetta soffermandomi quasi sempre esclusivamente sulle foto, non so' se sia un pregio o un difetto ma le ricette prima mi devon colpire da un punto di vista estetico del prodotto finale... poi magari anche dal lato papillativo (termine ovviamente coniato per l'occasione, ad indicare il gusto).
Questa volta invece, complice il nuovo acquisto tanto sognato (il piatto stretto e lungo a misura della mia teglia rettangolare da crostata), mi son detta... lo stampo c'è, il piatto pure (finalmente dopo tanto cercare!!), mo' manca soltanto la torta... e frangipane sia!
Ingredienti per uno stampo rotondo da 25cmQuesta volta invece, complice il nuovo acquisto tanto sognato (il piatto stretto e lungo a misura della mia teglia rettangolare da crostata), mi son detta... lo stampo c'è, il piatto pure (finalmente dopo tanto cercare!!), mo' manca soltanto la torta... e frangipane sia!
per la base:
200g di farina 00
75g di zucchero a velo 75g di burro a temperatura ambiente
2 tuorli
1/2 cucchiaino di estratto di vaniglia
3 cucchiai di acqua fredda
per il ripieno:
100g di mandorle bianche senza pellicina
100g di zucchero
100g di burro a temperatura ambiente
4 uova
2 cucchiai di marsala
100g di farina
per decorare:
100g di pinoli
zucchero a velo
Per prima cosa prepariamo la pasta sablèe: consiste in una frolla poco zuccherata, l'ideale per dolci dalle farciture saporite o, come nel nostro caso, per donare un sapore delicato alla crostata e non andare a coprire le note di mandorla e pinoli del ripieno.
Sulla spianatoia setacciare la farina e lo zucchero, fare una fontana e nel centro metterci il burro ammorbidito a pezzetti e i due rossi d'uovo, lavorare velocemente con la punta delle dita e ammorbidire l'impasto con 2 o 3 cucchiai di acqua fredda, aggiungere l'estratto di vaniglia (io uso quella liquida ma va bene anche la vanillina in polvere), continuare a lavorare fino ad ottenere un impasto omogeneo e formare una palla schiacciata. Avvolgerla nella pellicola e mettere in frigo per almeno 30 minuti.
Passatoquesto tempo estrarre la pasta e farla tornare a temperatura ambiente, stenderla su un piano infarinato il più sottile possibile (la mia era di 3 mm circa) e foderarvi una teglia, punzecchiare il fondo con una forchetta e mettere per 15 minuti nel congelatore. Accendete il forno a 200° e posizionate la placca a metà altezza.
Nel frattempo in un mixer (o frullatore) unite mandorle e zucchero e riducete tutto in polvere (va bene anche la farina di mandorle già pronta), unirvi il burro ammorbidito e poco alla volta le uova, continuando a frullare. Incorporate il marsale e la farina, aiutandovi con un cucchiaio in modo da non fondere il frullatore (inizialmente il composto risulterà molto denso, poi man mano che il burro si scioglie otterrete un crema). Passati i 15 minuti estraete la teglia dal congelatore e versatevi il composto (attenzione: ho notato che la crema ottenuta con la ricetta è molto abbondante, me ne è avanzata quasi la metà, fate attenzione a non riempire il guscio di frolla fino al bordo perchè in cottura tenderà a crescere a causa dell'uovo che cuocendo si gonfia, io ho riempito sino a poco più della metà . Con l'avanzo replicherò domani con delle mini crostatine), decorate con abbondanti pinoli e infornate per 10 minuti nel piano centrale del forno, successivamente abbassate la temperatura a 180° e cuocete per altri 20minuti (controllate spesso, se vedete che la frolla inizia a colorarsi troppo coprite con della stagnola). Terminata la seconda fase di cottura estraete la torta e aumentate il forno a 230°, nel frattempo spolverate la torta con dello zucchero a velo e infornate nuovamente per qualche minuto, quando lo zucchero inizia a caramellare togliete dal forno (attenzione, ci vuole un attimo a bruciare!! Tenetela d'occhio!).
NB La cottura di questa torta è particolare, metterla direttamente sulla placca del forno già calda e posta a metà altezza serve a cuocere bene il fondo. Il rischio di tutte le frolle ripiene (crostate alla marmellata ecc...) è quello di non cuocere mai abbastanza il fondo della torta a causa del ripieno umido.

Sulla spianatoia setacciare la farina e lo zucchero, fare una fontana e nel centro metterci il burro ammorbidito a pezzetti e i due rossi d'uovo, lavorare velocemente con la punta delle dita e ammorbidire l'impasto con 2 o 3 cucchiai di acqua fredda, aggiungere l'estratto di vaniglia (io uso quella liquida ma va bene anche la vanillina in polvere), continuare a lavorare fino ad ottenere un impasto omogeneo e formare una palla schiacciata. Avvolgerla nella pellicola e mettere in frigo per almeno 30 minuti.
Passatoquesto tempo estrarre la pasta e farla tornare a temperatura ambiente, stenderla su un piano infarinato il più sottile possibile (la mia era di 3 mm circa) e foderarvi una teglia, punzecchiare il fondo con una forchetta e mettere per 15 minuti nel congelatore. Accendete il forno a 200° e posizionate la placca a metà altezza.
Nel frattempo in un mixer (o frullatore) unite mandorle e zucchero e riducete tutto in polvere (va bene anche la farina di mandorle già pronta), unirvi il burro ammorbidito e poco alla volta le uova, continuando a frullare. Incorporate il marsale e la farina, aiutandovi con un cucchiaio in modo da non fondere il frullatore (inizialmente il composto risulterà molto denso, poi man mano che il burro si scioglie otterrete un crema). Passati i 15 minuti estraete la teglia dal congelatore e versatevi il composto (attenzione: ho notato che la crema ottenuta con la ricetta è molto abbondante, me ne è avanzata quasi la metà, fate attenzione a non riempire il guscio di frolla fino al bordo perchè in cottura tenderà a crescere a causa dell'uovo che cuocendo si gonfia, io ho riempito sino a poco più della metà . Con l'avanzo replicherò domani con delle mini crostatine), decorate con abbondanti pinoli e infornate per 10 minuti nel piano centrale del forno, successivamente abbassate la temperatura a 180° e cuocete per altri 20minuti (controllate spesso, se vedete che la frolla inizia a colorarsi troppo coprite con della stagnola). Terminata la seconda fase di cottura estraete la torta e aumentate il forno a 230°, nel frattempo spolverate la torta con dello zucchero a velo e infornate nuovamente per qualche minuto, quando lo zucchero inizia a caramellare togliete dal forno (attenzione, ci vuole un attimo a bruciare!! Tenetela d'occhio!).
NB La cottura di questa torta è particolare, metterla direttamente sulla placca del forno già calda e posta a metà altezza serve a cuocere bene il fondo. Il rischio di tutte le frolle ripiene (crostate alla marmellata ecc...) è quello di non cuocere mai abbastanza il fondo della torta a causa del ripieno umido.

08 ottobre 2009
Purceddu? Nooo: Pane senza impasto... con Pasta Madre
Ecco svelato il misterioso contenuto del porcellino di terracotta della foto precedente: il pane senza impasto, e il porcellino in questione altro non è che la pentola in terracotta in cui è stato cotto.
Il mio primo esperimento con la Pasta Madre mi ha lasciato più che soddisfatta: un pane morbido (niente croste dure come con il lievito di birra) e senza retrogusti di lievito, anche se, a mio parere, con una nota acidula di troppo. Ma è anche vero che la mia pm è ancora giovane, devo darle il tempo di maturare per bene.
Il pane della volta scorsa è risultato compatto, e credo sia una sua caratteristica da quanto ho potuto notare dalle foto pubblicate da altre foodbloger che prima di me l'hanno eseguito. Sbirciando qua e là, alla ricerca di nuovi pani da preparare, mi sono imbattuta nella ricetta del pane senza impasto, devo dire che ne sono rimsta incuriosita, sia per la particolarità della cottura (in una pentola nel forno), sia per la lunghezza della sua lievitazione (in media 14-16 ore). E' proprio quest'ultima caratteristica che mi ha fatto decidere di provarlo, sono alla ricerca di un pane poco compatto e dalla mollica alveolata, non tanto per gusto personale ma quanto per il fatto che è il pane che il mio papi preferisce e sarebbe bello riuscire finalmente ad autoprodurlo!
La ricetta l'ho presa da Valina, che qualche giorno fa ha sperimentato con la pm questo pane, la riporto qua sotto per comodità, dopo di che vi illustrerò le varie fasi di lavorazione, indicandovi anche gli orari in cui ho lavorato all'impasto in modo da darvi un'idea sui tempi occorrenti.
Il mio primo esperimento con la Pasta Madre mi ha lasciato più che soddisfatta: un pane morbido (niente croste dure come con il lievito di birra) e senza retrogusti di lievito, anche se, a mio parere, con una nota acidula di troppo. Ma è anche vero che la mia pm è ancora giovane, devo darle il tempo di maturare per bene.
Il pane della volta scorsa è risultato compatto, e credo sia una sua caratteristica da quanto ho potuto notare dalle foto pubblicate da altre foodbloger che prima di me l'hanno eseguito. Sbirciando qua e là, alla ricerca di nuovi pani da preparare, mi sono imbattuta nella ricetta del pane senza impasto, devo dire che ne sono rimsta incuriosita, sia per la particolarità della cottura (in una pentola nel forno), sia per la lunghezza della sua lievitazione (in media 14-16 ore). E' proprio quest'ultima caratteristica che mi ha fatto decidere di provarlo, sono alla ricerca di un pane poco compatto e dalla mollica alveolata, non tanto per gusto personale ma quanto per il fatto che è il pane che il mio papi preferisce e sarebbe bello riuscire finalmente ad autoprodurlo!
La ricetta l'ho presa da Valina, che qualche giorno fa ha sperimentato con la pm questo pane, la riporto qua sotto per comodità, dopo di che vi illustrerò le varie fasi di lavorazione, indicandovi anche gli orari in cui ho lavorato all'impasto in modo da darvi un'idea sui tempi occorrenti.
Ingredienti
100g di Pasta Madre, rinfrescata almeno 7-8 ore prima
600g di farina 00
400g di acqua
1 cucchiaio e mezzo di sale
1 cucchiaino di miele
Alle ore 7 del mattino ho rinfrescato la pm e l'ho lasciata in una ciotola coperta con un piatto fuori dal frigo. Ore 15 ho iniziato il mio impasto: ho sciolto la pm in parte dell'acqua e ho iniziato ad aggiungere gradatamente la farina, il miele, il sale e l'acqua, cercando di amalgamare bene il tutto con un cucchiaio di legno. Una volta aggiunta tutta la farina e tutta l'acqua ho coperto la ciotola con della pellicola per alimenti e un canovaccio pesante per far rimanere l'impasto al buio. Ho riposto la ciotola in un luogo riparato e l'ho abbandonata al suo destino.
Ore 7 del giorno dopo. Dopo una notte di lievitazione (circa 16 ore) ho ripreso l'impasto, dopo aver sparso della semola su un piano (io avevo solo del semolino e ho usato quello) ho rovesciato il tutto e ho iniziato a fare delle pieghe: prendere i lembi esterni dell'impasto e portarli verso il centro, poi portare l'impasto su un canovaccio cosparso di semola con la chiusura della pasta verso il basso (potete cospargelo anche di semini vari, papavero, sesamo ecc), chiudere il canovaccio e lasciar lievitare 3 ore. Dopo 2 ore e mezzo accendere il forno a 230° e inserire una pentola con il suo coperchio (ovviamente non devono esservi parti in plastica!), dopo mezzora inserirvi il pane con la chiusura delle pieghe verso l'alto, coprire e lasciar cuocere mezz'ora abbondante, togliere il coperchio e far cuocere ancora per 10-15 minuti.Estrarre dalla pentola e far raffreddare nel canovaccio.

Ore 7 del giorno dopo. Dopo una notte di lievitazione (circa 16 ore) ho ripreso l'impasto, dopo aver sparso della semola su un piano (io avevo solo del semolino e ho usato quello) ho rovesciato il tutto e ho iniziato a fare delle pieghe: prendere i lembi esterni dell'impasto e portarli verso il centro, poi portare l'impasto su un canovaccio cosparso di semola con la chiusura della pasta verso il basso (potete cospargelo anche di semini vari, papavero, sesamo ecc), chiudere il canovaccio e lasciar lievitare 3 ore. Dopo 2 ore e mezzo accendere il forno a 230° e inserire una pentola con il suo coperchio (ovviamente non devono esservi parti in plastica!), dopo mezzora inserirvi il pane con la chiusura delle pieghe verso l'alto, coprire e lasciar cuocere mezz'ora abbondante, togliere il coperchio e far cuocere ancora per 10-15 minuti.Estrarre dalla pentola e far raffreddare nel canovaccio.
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Pasta madre
06 ottobre 2009
Aspettando Halloween...
Ok è prestino, però questa mattina ero parecchio ispirata: sarà che sono sveglia dalle 3 e tutto il buio e il silenzio attorno a me mi hanno fatto calare in un'atmosfera un po' "gotica", poi l'aria un po' freschina e la luce offuscata dalle prime nebbioline... insomma mi ci sono messa di impegno e ho trasformato il solito bento del martedì in una prova generale per l'Autunno oramai imminente.
RIPIANO INFERIORE
- Onigiri di riso farcito con Philadelpia al salmone
- Polpettina-scheletrino di riso decorata con alga nori
- Insalata e bottiglietta di salsa di soya
- Zucca al forno spolverata con pepe e noce moscata
- Cavolo romano al forno con spolverata di misticanza di fiori*
- Cup rosa contenente Philadelpia al salmone
* Un mix di spezie e fiori essiccati coperati in un supermercato Bio in zona Brera a Milano!
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05 ottobre 2009
Treccia di pane ai semi di papavero
Primissima panificazione con la Pasta Madre!
Inanzitutto devo ringraziare Valina che al nostro primissimo incontro a Milano mi ha omaggiata di uno spettacolare vasetto contenente la pm... non potrò mai scordare quel catartico momento sul binario 15 della Stazione Centrale (ahahahah); in secondo luogo ringrazio la foodblogger Stella di Sale da cui ho preso questa ricetta e le varie cuoche che, come me, alle 6 della Domenica mattina erano già con le "mani in pasta" e mi hanno dato delle dritte durante la panificazione.
Ma veniamo a noi, per comodità trascrivo la ricetta qua sotto.
Ingredienti per due trecce come quella in fotoInanzitutto devo ringraziare Valina che al nostro primissimo incontro a Milano mi ha omaggiata di uno spettacolare vasetto contenente la pm... non potrò mai scordare quel catartico momento sul binario 15 della Stazione Centrale (ahahahah); in secondo luogo ringrazio la foodblogger Stella di Sale da cui ho preso questa ricetta e le varie cuoche che, come me, alle 6 della Domenica mattina erano già con le "mani in pasta" e mi hanno dato delle dritte durante la panificazione.
Ma veniamo a noi, per comodità trascrivo la ricetta qua sotto.
200g di pasta madre rinfrescata la sera prima
400g di farina 0 (io ho usato la Manitoba)
2 cucchiai di olio d'oliva 1 cucchiaio di malto (io ho usate il miele millefiori)
1 cucchiaino di sale
acqua qb per ottenere un impasto modellabile
1 cucchiaio di semi di papavero
altri semini per decorare
Setacciare la farina e unirvi la pasta madre, il miele, l'olio e l'acqua (mettetene poca alla volta, inizialmente l'impasto sarà duro e farinoso, mettetene quanta ne basta per ottenere un impasto modellabile e morbido), per ultimo incorporate il sale.
Impastate molto energicamente per 15 minuti, lavoratelolavoratelolavoratelo !!!
Dopo questa prima lavorazione mettete l'impasto a palla in una ciotola (io di solito copro la bacinella con della pellicola per alimenti e con un canovaccio pesante per tenerla al buio) e ponetela in un luogo privo di correnti d'aria (tipo il forno spento).
Lasciate lievitare fino al raddoppio (ho notato che i tempi, rispetto al lievito di birra, sono molto più lunghi, la lievitazione è stata di 7 ore), su Internet ho letto che il pane è pronto da infornare nel momento in cui, pressando con il pollice sull'impasto, rimane impressa l'impronta del dito, così mi sono regolata anche io.
A lievitazione avvenuta rimanipolare l'impasto per 15 minuti, sbatacchiandolo sul piano e incorporando i semi di papavero. Dividerlo in 6 pezzi uguali e ricavare altrettanti salsicciotti (di diametro 3 cm massimo, in cottura tenderanno a ingrossarsi), formate 2 trecce. Far lievitare ancora mezz'ora (coprite le trecce con un canovaccio per evitare che la pasta secchi), nel frattempo accendete il forno a 180 gradi. Prima di infornare spennellate la superficie con abbondante latte (la crosta rimarrà bella morbida) e spolverate con abbondanti semini.
Infornare per circa 30 minuti.
Lasciar raffreddare avvolto in un canovaccio.

Impastate molto energicamente per 15 minuti, lavoratelolavoratelolavoratelo !!!
Dopo questa prima lavorazione mettete l'impasto a palla in una ciotola (io di solito copro la bacinella con della pellicola per alimenti e con un canovaccio pesante per tenerla al buio) e ponetela in un luogo privo di correnti d'aria (tipo il forno spento).
Lasciate lievitare fino al raddoppio (ho notato che i tempi, rispetto al lievito di birra, sono molto più lunghi, la lievitazione è stata di 7 ore), su Internet ho letto che il pane è pronto da infornare nel momento in cui, pressando con il pollice sull'impasto, rimane impressa l'impronta del dito, così mi sono regolata anche io.
A lievitazione avvenuta rimanipolare l'impasto per 15 minuti, sbatacchiandolo sul piano e incorporando i semi di papavero. Dividerlo in 6 pezzi uguali e ricavare altrettanti salsicciotti (di diametro 3 cm massimo, in cottura tenderanno a ingrossarsi), formate 2 trecce. Far lievitare ancora mezz'ora (coprite le trecce con un canovaccio per evitare che la pasta secchi), nel frattempo accendete il forno a 180 gradi. Prima di infornare spennellate la superficie con abbondante latte (la crosta rimarrà bella morbida) e spolverate con abbondanti semini.
Infornare per circa 30 minuti.
Lasciar raffreddare avvolto in un canovaccio.
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La ricetta della Domenica
Ingredienti
- Una domenica d'Autunno
- Biscotti e muffin
- Un termos
- Una coperta e tazze di porcellana
Prendete una domenica d'Autunno, calda al punto giusto.
A parte, preparate una manciata di biscotti croccanti al cacao e una decina di muffin alla farina di riso, confezionarli in una schiscetta d'alluminio (obbligatoriamente dei primi anni '30). Versate del tè alla vaniglia bollente in un capiente termos e chiudete bene.
Versare il tutto in una cesta da pic nic e servire, rigorosamente stesi su una coperta di pile in mezzo ad un prato col vostro migliore Amico!
A parte, preparate una manciata di biscotti croccanti al cacao e una decina di muffin alla farina di riso, confezionarli in una schiscetta d'alluminio (obbligatoriamente dei primi anni '30). Versate del tè alla vaniglia bollente in un capiente termos e chiudete bene.
Versare il tutto in una cesta da pic nic e servire, rigorosamente stesi su una coperta di pile in mezzo ad un prato col vostro migliore Amico!
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04 ottobre 2009
Biscottini croccanti al cacao
Ricordate la frolla al cacao per questa torta? Bhe, ne era avanzata giusto un pugnetto e quindi... biscottini per tutti!
Gli ingredienti già li sapete, ho avuto solo l'accortezza di passare ogni biscotto nello zucchero semolato prima di infornali a 180° C per 10-15 minuti, a secondo delle vostre preferenze: meno li cuocete più rimangono morbidi, ma allora addio croccantezza :o)

Gli ingredienti già li sapete, ho avuto solo l'accortezza di passare ogni biscotto nello zucchero semolato prima di infornali a 180° C per 10-15 minuti, a secondo delle vostre preferenze: meno li cuocete più rimangono morbidi, ma allora addio croccantezza :o)
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Biscotti
03 ottobre 2009
Gnocchi di riso cinesi
Prendete 2 quochette alte 3 metri (in due!!)... ok Vale, tu sei alta 8 cm più di me... rifaccio. Prendete 2 quochette alte 3,08 metri (va meglio?) e lasciatele libere per Milano, cosa faranno? Shopping!
Vestiti...scarpe....???
Baaahhhhh NOI SIAMO FOODBLOGER SANTO CIELO!!
Semplicemente percorriamo tutta Milano da Nord a Sud, da Est ad Ovest per fare la spesa, maledicendo ristoranti Thaylandesi chiusi proprio all'ora di pranzo e benedicendo San Sushi che è accorso in nostro aiuto quando, stremate, iniziavamo a guardare i piccioni con fare famelico ( dopotutto una volta era il piatto tradizionale di Monza il piccione!).
E questi...bhe sono uno dei tanti bottini di guerra che questa giornata fantastica mi ha regalato (oltre ad un bellissimo vasettone di vetro contenente la PASTA MADRE ) che la mia fedele sorellina di fornello mi ha omaggiata!
Che dire, per gli altri sfrenati ed insoliti acquisti dovrete pazientare un po', ma intanto cuccatevi questo piattino etnico!
Vestiti...scarpe....???
Baaahhhhh NOI SIAMO FOODBLOGER SANTO CIELO!!
Semplicemente percorriamo tutta Milano da Nord a Sud, da Est ad Ovest per fare la spesa, maledicendo ristoranti Thaylandesi chiusi proprio all'ora di pranzo e benedicendo San Sushi che è accorso in nostro aiuto quando, stremate, iniziavamo a guardare i piccioni con fare famelico ( dopotutto una volta era il piatto tradizionale di Monza il piccione!).
E questi...bhe sono uno dei tanti bottini di guerra che questa giornata fantastica mi ha regalato (oltre ad un bellissimo vasettone di vetro contenente la PASTA MADRE ) che la mia fedele sorellina di fornello mi ha omaggiata!
Che dire, per gli altri sfrenati ed insoliti acquisti dovrete pazientare un po', ma intanto cuccatevi questo piattino etnico!
Ingredienti
- Una porzione di gnocchi di riso cinesi
- 150 g tra zucca e zucchine tagliate a bastoncini
- una manciatina di funghi secchi
- salsa di soya
- sale e pepe qb.
- misticanza di fiori
Tanto per cominciare, dovete lasciare in ammollo gli gnocchi per almeno 12 ore in una bacinella di acqua fredda (il pranzo o cena che sia va programmato il giorno prima!), io ho coperto la mia insalatiera con un coperchio e l'ho abbandonata al suo destino sino al momento di cucinare. Pulite la zucca, le zucchine e tagliate il tutto a bastoncini. Mettete in ammollo in acqua tiepida i funghi secchi. In un Wok (o pentola antiaderente) fate saltare velocemente le verdure con della salsa di soya, regolate di sale e pepe (dipende da quanta soya usate, è abbastanza salata di suo), quando vedete che la verdura risulta al dente unitevi i funghi strizzati e gli gnocchi di riso scolati. Lasciate insaporire per qualche minuto (attenzione a non cuocere troppo sennò gli gnocchi si spappolano), se vedete che il composto si asciuga aggiungete un po' di soya o un goccio di brodo vegetale. Togliere dal fuoco e spolverare con della misticanza di fiori ( si tratta di un vasettino contenente erbe aromatiche e fiori essiccati, un altro bottino di guerra milanese!), impiattare e ....pappare!
NB Gli gnocchi rimangono al dente, un po' gommosi. Su Internet ho visto che alcuni li bollono brevemente in acqua (come se fosse la pasta), personalmente li preferisco cucinati in questo modo, ma regolatevi voi in base ai vostri gusti :o)
NB Gli gnocchi rimangono al dente, un po' gommosi. Su Internet ho visto che alcuni li bollono brevemente in acqua (come se fosse la pasta), personalmente li preferisco cucinati in questo modo, ma regolatevi voi in base ai vostri gusti :o)
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Primi piatti
02 ottobre 2009
Pane, marmellata e ricordi...
Negli ultimi due anni ho scoperto quanto sia bello preparare in casa la marmellata: il fascino di cercare la frutta di stagione, andare al mercato la mattina presto e poterla vedere, toccare e annusare... è un po' come tornare indietro nel tempo a quando tutto era più sano, più bello, più vero... Lontano da quei prodotti lucidati e imballati che troviamo al supermercato, dove ogni mela ha esattamente la stessa forma e dimensione delle altre 200 dello scaffale, dove le marmellate alla fine hanno tutte lo stesso sapore dolciastro, sia che siano di pesche o fragole. Racchiudere in un barattoli le stagioni che troppo velocemente si susseguono l'una con l'altra, ritrovarsi in inverno ad aprire quel barattolino di confettura di pesche, chiudere gli occhi e ritrovarsi sul terrazzo assolato dove ho trascorso la maggior parte delle mie vacanze... assaporare l'autunno in una confettura di pere e noci e la primavera nella dolcezza di una marmellata di fragole. E ancora, personalizzare un semplice guscio di frolla, un anonimo muffin o uno yogurt bianco (magari homemade pure questo!)
Poi vuoi mettere la soddisfazione di confezionare i q uadratini di stoffa con cui ricoprire i coperchi, lo spago legato stretto stretto con un cartellino scritto a mano su cartoncino panna... e magari regalare il barattolino ad una persona veramente speciale e che magari come te capisce il valore di queste cose.
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Confetture
Castagnaccio leggero
Dopo la crostata al cioccolato e pere dell'altro giorno, ecco una nuova ricetta a base di un prodotto autunnale per eccellenza: le castagne. Questa torta sfrutta la naturale dolcezza della farina di castagne, non vi è aggiunta di zucchero o dolcificanti, però in base alle vostre esigenze siete liberissime di fare le vostre modifiche!
Le dosi si riferiscono ad una tortiera di 20 cm di diametro, si otterrà così un dolce alto 1,5-2 cm, ci sono diverse "scuole di pensiero" sullo spessore di questo dolce, la mia panettiera lo prepara molto alto e compatto, io lo preferisco bassino (anche perchè ha una consistenza molto farinosa e potrebbe risultare un po' stopposo).
Un consiglio, utilizzate rosmarino fresco di giardino (o di banco frigo!), quello secco non è il massimo in questo dolce!
Le dosi si riferiscono ad una tortiera di 20 cm di diametro, si otterrà così un dolce alto 1,5-2 cm, ci sono diverse "scuole di pensiero" sullo spessore di questo dolce, la mia panettiera lo prepara molto alto e compatto, io lo preferisco bassino (anche perchè ha una consistenza molto farinosa e potrebbe risultare un po' stopposo).
Un consiglio, utilizzate rosmarino fresco di giardino (o di banco frigo!), quello secco non è il massimo in questo dolce!
Ingredienti
300g di farina di castagne
2 cucchiai di olio evo
30g pinoli
15g uvetta sultanina
rosmarino fresco
acqua, sale
Preriscaldiamo il forno a 230°C e mettiamo a bagno l'uvetta sultanina in acqua tiepida. In una ciotola setacciamo la farina di castagne, aggiungiamo un cucchiaio di olio e un pizzico di sale, continuando a sbattere con una frusta, iniziamo ad aggiungere lentamente a filo circa mezzo litro di acqua fredda, fino ad ottenere una pastella piuttosto liquida senza grumi. Sciacquiamo e strizziamo l'uvetta e aggiungiamola al resto dell'impasto. Ungiamo una teglia da cucina e vi versiamo l'impasto. Cospargiamo di pinoli e aghi di rosmarino e con il cucchiaio di olio rimasto disegniamo sulla superficie del dolce una ragnatela: durante la cottura si formeranno delle piccole crepe e una crosticina coccante. Inforniamo per 40minuti. Servire tiepido o freddo.

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