Farinata di ceci, garam masala e cumino… GIALLO!

14 maggio, 2011
Vediamo se ce la facciamo a postare… i problemi di Blogger degli ultimi due giorni hanno colpito anche “Chi ha rubato le crostate?” con conseguente annullamento/cancellamento di un post pubblicato e di questo che sto accingendomi a riiscrivere e che era stato salvato tra le bozze.
Ad esser sincera non ricordo minimamente di cosa parlassi qua, oltre che della ricetta e del fatto che con essa partecipo a Il contest dei colori di Stefania (prorogato fino al 17 Maggio alle 23.59 a causa proprio dei problemi di Blogger).
Inutile tentare di ricordare cosa avevo scritto nel post due giorni fa… di cose da dire ce ne sono sempre tante (troppe?), innanzitutto giusto un breve accenno (in effetti il post merita uno spazio e un ringraziamento particolare, quindi a breve scriverò qualcosa a riguardo) ad ABCMagazine che mi ha eletto Foodblog del mese! La notizia mi è arrivata tramite mail da Erika, la redattrice di ABC Magazine e mi ha emozionata tantissimo, grazie grazie grazie!! Se penso che tutto questo è iniziato dal nulla, qualche foto (assai scadente direi, andatevele a guardare le prime foto…) fatte con la digitale e l’eterno dubbio “cosa scrivo nel post? la ricetta e poi?”, ora invece le parole scorrono a raffica, le dita sulla tastiera non stanno al passo con la mente che le detta… altre volte invece sono le dita che vanno più veloci del mio pensiero e allora si ride davvero, lettere invertite e spaziature che non dovrebbero esserci, qua tutto va per conto suo!
Il discorso fotografia poi… ho un “maestro” (il quasi-marito, oramai lo conoscete con questo nome!) che tenta in tutti i modi di inculcarmi nozioni tecniche riguardo luce/esposizione/diaframma…. ma mi sento peopeio (ecco, come dicevo prima, le dita vanno da sole, intendevo dire PROPRIO) una capra, al momento ricordo e poi tabula rasa… so solo che io vado ad occhio, gioco con la profondità di campo, con le luci, con i bianchi… e il resto vien da se. 
Le uniche certezze che ho riguardano il tipo di macchina fotografica, la Reflex è fenomenale e ho praticamente requisito quella di Andrea, lì c’è stato il primo salto di qualità (… dopo un anno senza la sua macchina Andrea se n’è comprato un’altra … e secondo voi dove è ora questa? Da me ovviamente!! Ahahahaah, requisita pure quella, così ho l’obbiettivo per still life su una e quello per le foto “da viaggio” sull’altra!), e poi… la composizione… e qui tanto, ma davvero tanto, è dato da come educate il vostro occhio, e questo vale per tutta l’arte in generale… in 5 anni di Liceo Artistico ed altrettanti di Accademia di belle Arti ho capito quanto la mano (come del resto l’orecchio in musica, ve lo dico da flautista!) vada educata, il nostro cervello vede e riconosce le linee e i volumi come un computer, è la nostra mano deve trascrivere queste informazioni: al liceo durante le ore di copia della modella disegnavamo senza guardare effettivamente il foglio, la mano andava da sola mentre noi non staccavamo l’occhio dalla modella sulla pedana. Lo stesso per la composizione fotografica, senza accorgermene ho educato il mio occhio appassionandomi sempre più alla fotografia del food, libri su libri sfogliati, scorpacciate di immagini da riviste di cucina e ricettari, e poi ancora centinaia di foto dai blog che hanno letteralmente bombardato di stimoli il mio cervello… e allora capisci che se metti il tagliere in quel modo la foto rende, se sotto ci metti il tovagliolo un po’ in sghembo ci sta bene… ma anche se lo tieni dritto con l’angolino che pende non è poi così male… e via… poi da cosa nasce cosa e ti appassioni del vintage, via libera ai mercatini dell’usato dove fai razzie di taglieri segnati e pentoline “della nonna” a 1 euro, cucchiaini spaiati e altro ancora… e finisci per avere un baule pieno di accessori per il tuo set fotografico…
Perchè tutto questo discorso? Solo per dire che da cosa nasce cosa, si può sempre migliorare e nessuno nasce “più bravo” dell’altro, sento lamentarsi tante persone delle proprie foto… ma andate a riguardare indietro le prime che facevate (e che facevo!) e vedete già quanti miglioramenti state facendo… ! ^^
Detto ciò, chiuso il discorso fotografico, veniamo alla mia farinata.
Trattasi di un piatto tipicamente ligure ottenuto con della farina di ceci e acqua (1 parte di farina e 3 di acqua, molto importante questo rapporto ) che io ho personalizzato con una bella cucchiaiata di Garam masala (mix di spezie in uso nella cucina indiana) e semi di cumino tostati. La pastella va preparata con almeno mezza fiornata di anticipo e conservata in frigo in modo che la farina si reidrati per bene.
Ingredienti (per una teglia quadrata di 22 cm di lato)
100g farina di ceci
300g acqua
2 cucchiaini di sale (o salsa di soya mi suggeriva lei)
1 cucchiaio di Garam masala
1 cucchiaio di semi di cumino tostati
olio qb
In una ciotola miscelare la farina con le spezie, unirvi l’acqua e amalgamare formando una pastella piuttosto liquida.
Conservare coperta in frigo per 12 ore.
Oliare una teglia e versarvi la pastella, spolverare con del sale e i semini di cumino tostati. Cuocere in forno a 200g fino a doratura (una ventina di minuti), deve rassodare.
Si consuma anche fredda, ma l’ideale sarebbe tiepida.
Con questa ricetta partecipo a “Il contest dei colori” indetto da Stefania! Colore…GIALLO!


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