WBD: Pane di semola

16 ottobre, 2012

Assurdo come le stagioni ti si presentino alla porta di casa così, inaspettatamente, come a dire “Sono qua! Mettiti subito la giacca pesante, la sciarpa…”, eppure questa mattina appena messo il naso fuori di casa l’ho sentito… l’odore di freddo, quel misto di gelo e legna bruciata, la sensazione di carezze ghiacciate sulla pelle del viso, le gambe rese scattanti dalla sferzata di energia che solo il freddo a contatto con i pantaloni può regalarti… E le montagne, perfette ed innevate nel cielo terso che i giorni di vento e pioggia ci hanno regalato. Come non pensare alle mattine invernali, con il vapore che esce dalla bocca… e questa mattina già c’era… il sole tiepido a riscaldare il piumino color cioccolato, la prima brina sui prati.

Questa mattina ho fatto una deviazione, non sono state le vie della Seregno “storica” a chiamarmi, ma più il muto richiamo dei campi, costeggiare il Parco, infilarmi nei viottoli tra gli alberi oramai tinti dei colori dell’Autunno, solo macchie color miele qua e là su quelle chiome che ben presto si infuocheranno di rossi e bruni.
Questa mattina mi hanno fatto compagnia gli odori dei campi, d’erba bagnata e terra umida… il muschio “fumante” baciato dai raggi tiepidi del sole, il blu del cielo riflesso nelle pozzanghere, i rossi melograni sugli alberi.
Inizia la stagione che profuma di legna arsa nel camino, la stagione in cui scopri il piacere della coperta di ciniglia a contatto con i piedi nudi sul divano, mentre con un libro sulle ginocchia guardi la pioggia battere contro i vetri e i passanti che dall’alto sembrano tanti funghetti colorati sotto i loro ombrelli.
La casa non profuma più di gelsomino come solo pochi mesi fa, il balcone è oramai in letargo, la terra riposa aspettando nuovi fiori e nuove stagioni e sul tavolo di legno tante mele cotogne in attesa di diventare marmellata.
In casa nuovi profumi biscottati, caldi ed invernali provenienti dal forno che con la sua lucina rassicurante illumina la cucina nella penombra che già è scesa nel tardo pomeriggio.

Pane di semola
(contributo per il World Bread Day)


600g di semola di grano duro
150g Pasta madre rinfrescata ed attiva
400g di acqua tiepida
1 cucchiaino di succo d’agave
10 g di sale

Mettere la Pasta Madre precedentemente rinfrescata e maturata in una ciotola capiente (o in quella della planetaria se la usate) e ricoprirla con l’acqua intiepidita e il succo d’agave. Lasciare riposare una ventina di minuti, questo passaggio fa in modo che il lievito si “risvegli” e favorisce la successiva lievitazione.
Con una forchetta o azionando la planetaria con il gancio per impasto, sciogliere la Pm in modo che diventi una pastella liquida nell’acqua, aggiungere la semola setacciata ed il lievito e impastare per 5 minuti, otterrete un impasto molto sodo.
Passare alla spianatoia infarinata lavorando brevemente la pasta e facendo un giro di pieghe a portafoglio e dare la forma di un filone, con un paio di forbici praticare dei tagli a V aprendoli leggermente con le dita a formare una spiga.
 Porre a lievitare sulla placca del forno (ricoperta di cartaforno) sino al raddoppio, coprendo con un telo da lievitazione (o un panno umido), io ho lasciato riposare a 23°C per circa 5 ore.
Passato questo tempo versare a filo dell’olio EVO sulla superficie del pane, circa 3 cucchiai, spolverare con della farina la superficie.
Infornare a forno già caldo a 220°C inserendo al suo interno un piccolo contenitore pieno d’acqua (una pirofilina ad esempio, serve a creare umidità nel forno), lasciar cuocere per 15 minuti e poi abbassare la temperatura a 180°C e continuare a cuocere per altri 30 minuti.
Verificarne la cottura alzando il pane con una paletta, se il fondo appare biscottato e bussandoci sentire te un suono sordo il pane è cotto, al contrario se fosse molle e umido continuare a cuocere per altri 10-15 minuti.
Lasciar raffreddare il pane completamente su di una gratella prima di tagliarlo.

Io di solito lascio raffreddare completamente il pane (anche una notte) e poi lo taglio tutto a fette spesse un 1,5 cm, le metto in un grosso sacchetto (quelli per congelare), scrivo su di esso il nome del pane e metto tutto nel congelatore. 
In questo modo di volta in volta scongelo esattamente le fette che mi occorrono per il pranzo o cena, anche semplicemente passandole velocemente nel microonde con il programma per scongelare.
facendo così in casa non ho mai pane avanzato… Per realizzare i famosi piatti di recupero con il “pane vecchio” devo appositamente scongelarlo e farlo invecchiare! ^^

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