28 Gennaio: La Giubiana!!!

28 January, 2010

Noi tutti ex bambini della Brianza (ex..? Ma no dai, lo siamo ancora!!) conosciamo la storia della Giubiana e come noi le nostre mamme, zie, nonne …
Quanti temi alle Elementari in questi giorni, i titoli sempre quelli, così come nei Dettati: “La storia della Giubiana “.

E poi le usanze, i fantocci raffiguranti la vecchietta bruciati nei campi e nei cortili, riti vecchi di anni (secoli?) che si fanno un baffo del calendario che segna 2010; il risotto giallo (con la salsiccia!) preparato in questa giornata, non sia mai non cucinarlo!
Alle elementari ricordo che la mia mamma e altre si riunivano a casa di una o dell’altra per cucinarlo e all’intervallo, dopo che si era fatto il nostro rogo nel cortile della scuola, arrivavano in classe con i loro pentoloni: un piattino di carta a ciascuno e una mestolata di risotto per tutti!


Ma cosa sarà mai questa usanza?

Non si sa bene da dove arrivi e da quanto tempo esista ( secoli), ma la leggenda vuole che l’ultimo Giovedì del mese di Gennaio, in alcune zone della Lombardia, Brianza e Varesotto, si faccia un grosso rogo nelle piazze e nei campi dei paesi, bruciando un fantoccio raffigurante questa vecchietta. Fantocci di paglia e stracci che, idealmente, rappresentano l’inverno e i mali che esso si trascina dietro.

E’ strana la sensazione in quei momenti, falò giganteschi che illuminano le gelide notti di Gennaio, il calore sul viso in contrappunto al gelo della notte… gesti e tradizioni che si ripetono di anno in anno… decenni… secoli.
Vari sono i significati che questo rito si porta dietro, quello che mi è sempre stato raccontato riguarda la fertilità della terra: si va incontro all’Equinozio di Primavera e bruciare la Giubiana vuol dire bruciare l’inverno e prepararsi ai tempi della semina e la legenda vuole che se il falò brucierà tutto in una volta allora sarà un’anno buono per il raccolto.

Ma chi è la Giubiana?

Questo personaggio è sempre stato raffigurato come una vecchina (quasi simile ad una strega), con le gambe lunghe e magre… talmente lunghe che si dice riuscisse a camminare da una fronda all’altra degli alberi senza toccare mai terra. Questa Giubiana viveva nei boschi e sembra si divertisse a spaventare chiunque si inoltrasse tra gli alberi, sopratutto i bambini!
La legenda vuole che ogni ultimo giovedì del mese di gennaio essa si recasse in Paese per catturare qualche bambino da mangiare… ma uno di questi Giovedì una mamma, per salvare il suo bimbo, preparò una grossa pentola di risotto con lo zafferano e la salsiccia e la mise sul davanzale della finestra: la Giubiana ne sentì subito il profumo e se lo mangiò tutto, il riso era talmente buono che non si accorse del sole che stava sorgendo e, come tutte le streghe, rimase incenerita dalla luce.

Non una ricetta oggi, semplicemente un racconto che ho voluto condividere con voi, nella speranza che queste tradizioni si tramandino sempre, di anno in anno, perchè sono parte di noi e della nostra storia.

Chiara
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