Aspettando Natale…di Pan Brioches, presepi e spartiti

26 November, 2012

Dalle vetrate del mio soggiorno si vede un gelso, uno di quegli alberi che è lì da sempre, prima ancora che io nascessi lui c’era… per gli anni in cui da piccola vivevo in questa casa che ora divido con Andrea, mi arrampicavo sul suo tronco (ancora ci sono i piccoli pioli di legno che mio papà aveva inchiodato per facilitare la mia scalata), dai suoi lunghi rami mi appendevo dondolandomi nelle calde sere di luglio… Quell’albero non è di nessuno… o meglio, è di tutti… ha rischiato di essere sradicato quando è sorta la palazzina lì accanto, ma abbiamo vinto noi e la palazzina ha dovuto arretrare di qualche metro…
Ogni estate questo albero mi regala frutti dolcissimi, more bianche e zuccherine ed ora che è inverno… ogni mattina non manca di donarmi la vista delle sue foglie color del miele, passarvici sotto e sentire una cascata dorata scendere dai rami come ad accarezzarmi, mani invisibili e foglie che sfiorano il naso, tutto è vivo… un’albero spoglio che si sta per addormentare calandosi ai piedi una coperta tessuta dell’oro delle foglie, attendendo l’abbraccio argenteo di quella brina che ancora tarda ad arrivare.
Per le vie di Seregno si respira l’odore della legna arsa provenire da qualche camino lassù, nascosto tra vecchi coppi e tegole color ruggine.
Il profumo di mandarini che esce dalla porticina del fruttivendolo, l’avvolgente e caldo aroma di pane dalla panetteria accanto…
In questo periodo dell’anno ho come l’impressione di camminare tra le vie di cartapesta e muschio del presepe di quando ero piccola, stradine disseminate da piccole botteghe di cartoncino costruite da me e mio fratello… il forno con la panettiera ed il suo paniere carico di piccoli panini che tanto mi ricordavano quelli che Heidi voleva portare alla nonna… nella bottega la mamma faceva sempre in modo di far capitare la lucina rossa ad illuminare il focolare… e poi c’era la statuina con il banchetto della frutta e verdura… e poco distante la lavandaia vicino ad uno stagno di specchio che andava a fondersi con le montagne di cartacrespa con le sue grotte di quercia illuminate da fievoli lucine azzurre e piccoli cigni che vi facevano capolino…

Il week end appena concluso è stato all’insegna dei preparativi, addobbi per casa, concerti con l’Orchestra di Flauti di cui faccio parte, i primi tè natalizi perchè già so che da settimana prossima inizierà la mia personale corsa al Natale, rinfreschi su rinfreschi del Lievito Madre per i panettoni che mi sono stati richiesti,  lievitazioni notturne da controllare ogni 3 ore, chili di canditi da sminuzzare e baccelli di vaniglia, zucchero e burro… 
Poi ci saranno anche gli ultimi lavori ai locali dove si svolgeranno i corsi (approposito, su Facebook è nata la pagina Chi ha rubato le crostate?La scuola , lì troverete le indicazioni stradali per raggiungerla), in questi giorni dovrebbero consegnarmi il bancone da lavoro, poi inizierà il lavoro di decorazione-personalizzazione dei locali… 
Come già accennavo ieri a Federica, ad una ragazza che ho incontrato per la prima volta e che verrà al corso di Gennaio sui dolci americani, vorrei tanto ricreare l’atmosfera che si respira in questo blog, i suoi colori, il suo “essere leggero” come una nuvola di farina…
Ingredienti (per uno stampo da plumcake)

Questo pan brioches è molto ricco, la sua consistenza è simile ad un cake.
Non è particolarmente dolce, ma una volta tagliato a fette e tostato diventa fragrante ed ideale sia per essere spalmato con una confettura e sia per essere consumato al naturale. 

3 uova
75g latte tiepido
150g di burro fuso e tiepido
7 cucchiai di olio EVO
5 cucchiai di zucchero
un pizzico di sale
un cucchiaino di succo di limone
570g farina 00
1 bustina di lievito di birra liofilizzato (o un panetto da 25g di quello fresco)

1 uovo per la rifinitura
granella di zucchero

Unire in una grossa ciotola la farina ed il lievito di birra (vi ricordo che il lievito di birra secco non va sciolto in acqua, se utilizzate quello fresco sbriciolatelo in un bicchiere assieme al latte previsto nella ricetta).
Unitevi  lo zucchero e mescolate per amalgamare gli ingredienti.
A questo punto fate una fontana e versarvi nel centro il burro fuso, il latte tiepido, il succo di limone e l’olio, iniziate a lavorare la massa incorporando una alla volta le uova e, per ultimo, aggiungete il pizzico di sale (quando si utilizza il lievito di birra non deve essere mai a contatto con il lievito altrimenti ne annulla la lievitazione). Passate alla spianatoia e lavorate per una decina di minuti la pasta che dovrà risultare morbida ma non appiccicosa (aiutatevi con della farina).
Una volta che otterrete un impasto omogeneo dividetelo in tre parti, formate dei salsicciotti e create la vostra treccia che depositerete in uno stampo da plum cake (in genere quando realizzo pani in cassetta nello stampo stendo un velo di olio per evitare qualsiasi rottura del fondo una volta che si estrae il pane, non occorre utilizzare la cartaforno, è sufficiente un velo di olio steso semplicemente con un pezzettino di scottex).
Porre a lievitare in un luogo tiepido (oramai fa freddo, vi consiglio il termosifone o il forno tiepido) fino al raddoppio (2-3 ore), la presenza di grassi (uova e burro) aumenta i tempi di lievitazione rispetto ad un normale pane (regola che vale sia per il lievito madre che per il lievito di birra).
Una volta raddoppiato spennellare la superficie del pane con un tuorlo sbattuto con un cucchiaio di latte ed infornare (volendo potete decorare con della granella di zucchero).
Cottura a 200°C per 50 minuti circa, vi consiglio di posizionare lo stampo nel ripiano medio-basso del forno. Se durante la cottura la superficie dovesse colorirsi troppo proteggetela con un foglio di alluminio.
Verificate la cottura estraendo con cautela la brioches dallo stampo e controllatene il fondo, se appare ancora bianco ed umido continuate a cuocere. 
I pani in cassetta hanno la tendenza di rimanere un po’ crudi alla base per via della presenza della teglia che ne rallenta la cottura, volendo potete far cuocere la brioches per gli  ultimi dieci minuti senza lo stampo, in modo che si asciughi bene sia sotto che sui lati, ma fate molta attenzione perchè estraendola quando la pasta è ancora calda c’è il rischio di rotture, io ho utilizzato uno stampo in silicone e mi ha permesso questa operazione senza particolari disastri (a parte qualche ustione alle mani… ma oramai a quello non ci si fa più caso ^^)

comments powered by Disqus