Di Occhi di bue , sogni e fantasmi…

22 November, 2011
Fuori è ancora buio e la brina della notte brilla alla luce dei lampioni. 
E’ quell’ora che adoro, in bilico tra il giorno e la notte, tra il sonno e la veglia, dove il sogno si fonde pian piano con la realtà.
Sono seduta di fronte alla solita finestra che si affaccia sui tetti di Seregno, gli alberi rossi e gialli che fino a poche settimane fa sembravano spruzzi di tempera sul grigio dell’asfalto hanno perso tutte le loro foglie e i rami si protraggono verso l’alto come braccia scheletriche in muta preghiera verso il cielo; inizia il periodo dell’anno che più mi è caro… che vive e si nutre di ricordi, attese e speranze… 
Anche questa mattina i fantasmi del passato sono venuti a svegliarmi molto presto e complice l’assenza di Andrea, partito per il Congo, sono sola a doverci fare i conti sin dall’alba.
Mi sono presa qualche giorno di pausa, leggendo in silenzio i vostri commenti, le mail private di persone dolcissime e sconosciute… altre di persone amiche sia fisicamente che virtualmente e che mi hanno fatto altrettanto piacere.
Questa mattina sono alla tastiera e scrivo… scrivo perchè più che la cucina è la tastiera che mi chiama, le dita corrono velocemente come sui tasti di un pianoforte, le parole scivolano via come le note dei miei spartiti… la brina sull’asfalto che brilla come porporina gettata da chi sa chi al chiaro della luna, il freddo e i comignoli che sbuffano formando nuvolette che si scagliano grigie sul cielo che pian piano si tinge dei colori dell’alba. 
Questo mi manca, scrivere e parlare, raccontare con immagini e parole… i biscotti, le torte, quelle vengono dopo e, sopratutto, sia che si abbia un blog o  no.
 La scrittura invece…  nasce e vive se poi c’è qualcuno a leggere e se muore… muore anche quella parte di noi che sente il bisogno di crearla.
Ora guardo fuori… e oramai c’è luce, quel magico momento è passato… dura un attimo e ogni mattina è sempre diverso, ogni stagione ha quel suo istante dove giorno e notte si baciano, dove i fantasmi ti vengono a cercare e dove senti l’istinto naturale di scrivere e raccontare.
La ricetta di oggi racchiude il ricordo dell’infanzia che profuma di vaniglia, lo zucchero a velo che come neve ti spolvera il naso e le dita, la marmellata di pesca fatta questa estate al mare… con le pesche regalate dal fruttivendolo e trasportate in bilico sullo scooter con papà alla guida su e giù tra le colline liguri.
La ricetta è una mia personale rielaborazione dell’impasto degli Occhi di bue, niente libri e niente blog da citare, ve la regalo sia che la pubblichiate sui vostri blog o che ve la appuntiate semplicemente su un pezzetto di carta che immancabilmente andrà smarrito tra pile e pile di ricette ^^
 In questo spazio ho sempre voluto condividere parole e ricordi, emozioni, gioie e dolori (e il pensiero non può non andare alla primavera scorsa dove ho scoperto di essere malata e il blog e sopratutto voi che mi seguite mi avete dato tanto, ma tanto davvero!), per questo che ho deciso di scrivere ancora, perchè al di là di tutte le critiche che Anonimi possono farmi, qua ho trovato e trovo ogni giorno persone splendide e a loro voglio regalare tutto quello che posso far entrare in questi post.
Vi lascio anche qualche foto perchè è da tanto che non vi aggiorno su quello che sta avvenendo nel mio laboratorio, tra non molto farò un allestimento invernale con le mie bomboniere e le mini wedding cake in una vetrina di Seregno, probabilmente già dalla prossima settimana… ecco allora qualche spunto per segnatavoli e centrotavola in stile invernale

Occhi di bue con farina di riso e marmellata di pesca

300g farina 00
200g farina di riso integrale
200g di burro
125g zucchero a velo
2 uova
poco meno di mezzo bicchiere di latte
mezza bacca di vaniglia (uso una particolare bacca che faccio arrivare dal Madagascar, ha un’aroma molto intenso e la bacca stessa è molto grossa e piena di semini, di conseguenza ne basta davvero poca. Nel caso utilizzaste quelle del supermercato consiglio di metterne una intera)

Miscelate le due farine con lo zucchero a velo e unitevi il burro freddo ( consiglio: io lo lascio una giornata in congelatore e lo utilizzo direttamente congelato, in questo modo il calore delle mani non lo scioglie e la frolla non si rovina, sopratutto in estate), lavorate burro e farina con i polpastrelli in modo da ottenere uno sbriciolato, aggiungete anche i semini di vaniglia. Unite le uova e, man mano che la frolla lo chiede, aggiungete un goccio di latte quanto basta per ottenere un impasto omogeneo. Formate una palla e appiattitela a disco avvolgendola nella pellicola per alimenti e lasciate riposare in frigo per almeno 30 minuti .
Passato questo tempo spolverare la spianatoia e stendere la frolla ad uno spessore di 0,5 cm; con un tagliabiscotti tondo (o perchè no, a cuore) ricavare tanti biscotti, io ne ho ottenuti all’incirca 24 ma ho anche ritagliato un paio di frolle a forma di Wedding cake (ma quella è un’altra ricetta ^^). Infornate a 180° metà dei biscotti ritagliati e sull’altra metà formate dei buchi con un tagliabiscotti più piccolo.
Cuocete tutti i biscotti per circa 10-13 minuti, devono giusto biscottarsi alla base e rimanere chiari.
Una volta freddi spennellare i biscotti che formeranno la base con poca marmellata, unirli in coppia con il biscotto traforato e riempire l’occhietto formato con altra marmellata.
Spolverare con lo zucchero a velo e conservare nella scatola di latta, quella vintage della nonna che ho trovato in soffitta ^^

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