Cheesecake crudista al mango

26 January, 2015

 

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Dalla finestra della stanza da cui scrivo posso vedere il grosso edificio dalla parte opposta della strada, è una casa in stile Vittoriano, con lunghe file di finestre e un grande parco tutt’attorno.
Credo sia una delle dimore più vecchie di Seregno, da sempre ospita anziane suore “a riposo” e durante le sere di primavera, quando l’aria è ancora tiepida e profumata di gelsomino, le puoi sentire cantare dalla piccola Cappella annessa all’edificio.

Durante tutto l’inverno percepisci  quelle presenze, quando nel tardo pomeriggio la casa è avvolta nel silenzio puoi sentire una piccola campanella battere le ore, la stessa che io sentivo da questa stanza _ che era la mia cameretta da bambina_ quando a 8 anni mi svegliava alle sette del mattino per prepararmi ad andare a scuola.
Presenze rassicuranti nelle primissime ore del mattino, quando Seregno è ancora avvolta nell’oscurità, con quelle finestrelle illuminate da luce fioca che una dopo l’altra si accendono lasciandoti un senso di calore e serenità.

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Devo ammettere che, quando circa un anno fa ho iniziato il mio percorso “senza”, ho inizialmente provato un senso di mancanza.
E’ difficile di punto in bianco decidere di rinunciare allo zucchero, ai prodotti industriali e raffinati… nonostante io ne facessi pochissimo uso a livello personale.
Mi sono  ritrovata di punto in bianco a guardare il pacchetto di gomme da masticare “senza zucchero” che avevo in borsa e ad accantonarle in una ciotolina porta bon-bon in soggiorno… ho guardato gli ultimi vasetti di marmellata autoprodotta e l’ho regalata ad amici … ho pian piano consumato gli ultimi pacchetti di farina 00 e non l’ho più ricomprata.

E’ passato un anno, e le gomme da masticare sono ancora nel porta bon-bon sulla mensola del soggiorno, un pacchetto mezzo aperto che  sicuramente sarà immangiabile.
E’ stata dura, lo ammetto, perchè il non mettere in bocca una gomma alla menta mentre scrivevo al pc era diventato un gesto automatico ed un’abitudine che, anche se innocente, mi ha creato quasi dipendenza. Così come diversi mesi prima decisi di non bere più un goccio di caffè o di tè per “disintossicarmi” dalla teina e caffeina… ricordo che passai 4 giorni con tremendi mal di testa, dopodichè tirai tranquillamente i 6 mesi di astinenza che mi ero prefissata di fare.

La mia può essere una scelta molto discutibile e se mi conoscete bene sapete che non mi piace imporre, però adoro sperimentare su me stessa e descrivere la mia esperienza ( sia positiva…che negativa), e quindi ribadisco, è stata dura e vi parla una persona che non compra una merendina da almeno 5 anni (e non le mangia da almeno 8), che non mette lo zucchero nel caffè da quando ha iniziato a berlo (circa 13 anni fa) quindi posso immaginare come potrebbe essere difficile per altri.
Ho passato mesi in cui mi sono letteralmente imposta di non toccare nulla che non fosse integrale o che contenesse zucchero, guardavo Andrea mangiarsi tutte le sere un  gelato e sinceramente, sentivo la mancanza di quel semplice morso che ero solita rubargli, lo osservavo prendere una pizza d’asporto e mi sforzavo di non assaggiarne neanche un pezzetto.
Quando voglio ho una volontà di ferro.

Poco fa ho letto un bellissimo commento ad un mio post da parte di un’amica, mamma di una bimba di 3 anni.
Nel commento mi informava di aver preparato il Soda Bread (che trovate tra le ricette dello speciale Lunch box) e di averlo fatto assaggiare alla sua bimba, dopo l’assaggio ha posto di fronte alla bambina una fetta di pan Bauletto ed un’altra fetta di Soda Bread… e la bimba ha voluto mangiare quest’ultimo. La stessa mamma mi aveva taggata diversi mesi fa nella foto della versione muffins di un dolce vegano alla zucca (senza zuccheri ma dolcificato con succo di mela) spiegandomi come i dolci siano stati letteralmente divorati dagli amichetti dell’asilo durante la festicciola di compleanno della sua bimba.

In questo periodo ho deciso di allentare la presa, diverse settimane fa ho ordinato finalmente una pizza assieme a mio marito e credetemi, ne avevo veramente voglia ma… dopo la prima fetta l’ho lasciata nel piatto.
Cosa è successo?
E’ successo che sono ritornata ad essere coma la bimba di cui parlavo poco fa.
I bambini hanno ancora il senso del gusto puro, non influenzato dalle cattive abitudini, non ancora condizionato dal cibo che altri ci fanno mangiare riempiendoci gli scaffali del supermercato.
Il muffin alla zucca senza zucchero conteneva il dolcificante naturale del succo di mela e i bambini ne hanno riconosciuto la dolcezza… ma non so quanti di noi farebbero altrettanto, dopo pranzo mangio sempre un dattero di Medjul ( uno tra i frutti più dolci in natura)  ma se fossi abituata ai 2 cucchiaini di zucchero nel caffè difficilmente ne apprezzerei la dolcezza.

Tutto questo discorso per ritornare al punto principale del post, ho scelto di non consumare più certi alimenti, è stata dura, ma a qualcosa è servito.
Ho finalmente imparato a riconoscere i sapori veri, se guardassi ora un pacchetto di gomme alla menta non riuscirei ad immaginare di metterne in bocca una perchè non è “cibo”, non contiene nessun ingrediente che possa dire di conoscere, così come non saprei riconoscere nemmeno la metà di quelli riportati sulle confezioni  di pani industriali o altro.
Riso, pasta, farina raffinata non ne troverete più in casa mia perchè… non hanno sapore.

Sono sensazioni quasi “violente” e che un po’ mi spaventano, emerse negli ultimi mesi, ma posso dire che finalmente ho imparato ad ascoltare quello che realmente chiede il mio corpo.
Non si tratta di estremismo, qualcuno in passato mi aveva accusata di esserlo, ma semplicemente vi sto descrivendo la reazione del mio corpo dopo averlo tenuto lontano da prodotti artificiali.
Non ho scelto a caso il termine “averlo tenuto lontano”, inizialmente stavo per scrivere “privato” ma la realtà è che non mi sono privata proprio di nulla anzi… e la ricetta che sto per proporvi ora ne è la concreta dimostrazione.

I dolci crudisti (raw) sono costituiti solo ed esclusivamente da polpa di frutta fresca, frutta secca e frutta essiccata.
Ovviamente non parliamo assolutamente di dolci “light” perchè gli ingredienti sono tutti molto calorici, ma sicuramente parliamo di dolci che oltre ad essere veramente goduriosi ( i miei commensali hanno chiesto il bis senza sapere minimamente che torta fosse) contengono grassi sani, omega 3, fibre e vitamine.
Per una volta tanto possiamo dire di mangiare un dolce che oltre ad essere delizioso è anche vera fonte di nutrimento (sano) per il nostro corpo!

La cheesecake che vedete nella foto ha una base composta da mandorle ed uvette tritate finemente e la “crema” ottenuta da anacardi, polpa del mango e i datteri di Medjul.

 

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Tempo: 1 notte di ammollo per gli anacardi + 30′ di preparazione + 4 ore di riposo in congelatore per la torta
Difficoltà: facile
Senza glutine _ Senza Lattosio_ Vegan
Informazioni Nutrizionali _ per 1/10  _ Calorie 487  _ Carboidrati 43,9  g _ Grassi 29,4  g _ Proteine  12,8 g

 

Ingredienti (teglia diametro 18 cm)

Per la base “biscotto”
190 g mandorle con la pelle
80 g semi di girasole
10 g cocco rapè
150 g uvetta
50 g di mirtilli freschi

Per la crema
270 g di anacardi
200 g di datteri di Medjul *
380 g di polpa di mango
25 g olio di cocco **

Finitura
polpa di un mango
mirtilli freschi

* I datteri di Medjul li trovate dai fruttivendoli, Naturasì e, ultimamente,anche nella grande distribuzione. Si tratta di grossi datteri molto molto morbidi e dal sapore simile al caramello, non sono trattati con sciroppo di glucosio come i comuni datteri che solitamente si consumano sotto le feste di Natale.
** olio o burro di cocco: lo trovate da Naturasì e di questo periodo a causa del freddo lo trovate a temperatura ambiente sotto forma di burro, in estate con il caldo si presenta in forma liquida. E’ utilizzato sia in cucina e sia  per la cura del corpo e dei capelli.

Per prima cosa occorre reidratare gli anacardi, disponeteli in un contenitore e ricopriteli di acqua. Lasciate riposare per una notte.
Il giorno dopo noterete come essi si saranno ammorbiditi, in questo modo quando andremo a frullarli otterremo una crema che costituirà la base per la farcia cremosa della nostra cheesecake.

Raw-Cake

 

Preparate la base “biscotto” della torta disponendo tutti gli ingredienti in un mixer a lame, azionate e tritate.
Noterete che poco a poco si formerà un composto appiccicoso, rivestite il fondo di una teglia ad anello removibile con un cerchio di carta da forno ( vi aiuterà a spostare il dolce una volta pronto) e inserite il composto ottenuto  pressandolo bene, come per una normale cheesecake.
Nello stesso mixer a lame ( o in un frullatore) disporre gli anacardi dopo averli scolati per bene, unite il mango a pezzettini, i datteri privati del nocciolo e l’olio di cocco. Azionate le lame e frullate sino ad ottenere la consistenza di una crema (occorreranno una decina di minuti).
Versare il composto cremoso sulla base.
Per la finitura ho semplicemente frullato la polpa di un mango e l’ho versata sopra lo strato di crema.
Coprire tutto con pellicola alimentare e mettere nel freezer per almeno 3 ore.

 

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Io ho preparato il dolce 4 giorni prima e l’ho conservato nel congelatore tirandolo fuori un paio di ore prima di servirlo.
Scongelandosi la torta diverrà della consistenza di una cheesecake, volendo potete consumarla anche dopo un’ora dopo averla scongelata ed in questo caso la consistenza sarà più simile ad una torta gelato. Per tagliarla utilizzare un coltello con la lama bagnata.
Nel caso avanzassero delle fette, conservarle nel congelatore.

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