Ma… non ero sbarcata in America?? Amish Country

22 August, 2012
Ok mi sono persa tra le pentole… cioè… con i racconti del viaggio di nozze sono a metà e non ho più continuato!!! Fra 3 settimane è quasi un anno che sono partita per gli USA e forse è il caso di terminare con i racconti… anche perchè tra 10 giorni “Chi a rubato le crostate?” e maritozzo atterreranno su suolo Britannico per una settimana e mooolto probabilmente avrò parecchio da scrivere su Londra!
Bando alle ciance, non so voi ma io sono tornata da poco dalla Liguria e mi sto godendo l’aria condizionata nel mio appartamento che alle 5 del mattino sfiora i 33 gradi… quindi non ho scusanti, condizionatore a manetta, piedi in ammollo nella tinozza (no dai, questo no ^^) e dopo le grandi pulizie del rientro mi dedico agli ultimi post! (ecco, riguardo alle pulizie, le amiche che mi seguono su Instagram già lo sanno, mancate giusto voi… MAI lasciare a casa il marito da solo per più di tre giorni… o vi ritroverete come la sottoscritta che ha lavato, sfregato e lucidato pavimenti per 2 giorni!).
Ma dove eravamo? 
Uhm… alla mia sinistra ho sott’occhio gli appunti di viaggio e la tabella di marcia ordinatamente e premurosamente compilata al pc dall’Ing…. alla mia destra una pila di foglietti, post-it, scarabocchi, menù di ristoranti, il tutto ordinatamente (si fa per dire) tenuto assieme da forcine per capelli sperluccicose… questi sono i miei appunti di viaggio ^^ (spirito artistico)… Newport, Maine  fatti… Boston fatta, Cascate del Niagara fatte… Chicago fatta… ah, tra le cascate e Chicago ho saltato la scampagnata per la Amish Country.
Ecco, visto che le cose le voglio fare per bene… questo post lo dedico proprio a questa breve sosta tra le campagne dell’ Ohio dove si trova una delle più grosse comunità Amish degli Stati Uniti ( ma li potete trovare anche nell’Indiana).

 Ecco, le immagini che vedete qua sopra sono esattamente i campi attraverso i quali abbiamo guidato per un’intera giornata, e le mucche… le uniche presenze che abbiamo incrociato lungo il nostro tragitto, ogni tanto dalle verande delle casette e fattorie di legno che incontravamo sbucavano faccini di bambini biondissimi in salopette e cappello di paglia che ci facevano ciao con la manina, altri appollaiati su pneumatici-altalena appesi ai rami degli alberi… di tanto in tanto qualche calesse…
Scherzi a parte… io ora ci ripenso e mi chiedo “Ma è tutto vero???” Newport, Portland, Il Maine, i fari, l’Oceano…. e Berlin con i suoi Amish, le aste improvvisate tra i campi, i calessi, fienili… le bambine Amish vestite con tunichette colorate e la cuffietta in testa… i campi di zucca “self service” in preparazione alle festività di Halloween…

Mai avrei detto di poter avere il mal d’America, eppure ora che tutto inizia a sfuocarsi nella mia mente sento una forte nostalgia di quei momenti… di viaggi ce ne saranno tanti ovvio, ma quello… quello è stato il nostro viaggio, con al dito un anello e nel cuore il vortice di emozioni che un matrimonio può lasciarti dentro…
Guidare tra quelle strade mi ha trasmesso un senso di pace che non potete immaginare, quel giorno era segnato nel nostro programma come senza meta, lasciato al caso, alla voglia di spingersi sempre più dentro quei campi, fermandoci nei paesini laddove vedevamo fiere e mercatini improvvisati tra cesti di vimini, scatole di latta… ruote per carri (essì, mai rimanere senza ruota di scorta!)… di Amish ne abbiamo visti tanti, i primi addirittura avvistati su un calesse stile Casa nella Prateria, era una mamma con un bimbo … i calessi hanno una corsia preferenziale, lo sapevate? ^^
Foto a queste persone non ne ho fatte, questa comunità vive -per scelta- lontano dai confort e tecnologie proprie del nostro tempo, ovviamente ci sono i più conservatori ed i meno, ma in generale l’Amish “puro” rifiuta la tecologia (leggasi acqua corrente in casa, corrente elettrica… e con questo ultimo termine pensate cosa include: tv, frigorifero….) la maggior parte credo si sia un po’ più aggiornata ed ammorbidita, ma di fatto tutti mantengono fede al tipico abbigliamento (donne con vestito a tunica, sfumature del grigio per gli adulti e tinte pastello per le bambine), gli uomini hanno la barba lunga, mezzi consentiti solo il calesse e la bicicletta e guai a far loro foto, su internet qualcuna ne trovate, la maggior parte fatte di nascosto, ma noi proprio non ce la sentivamo di mancar loro di rispetto, pur apparendo schivi ci siamo trovati in mezzo a gente ospitale, persone che ci hanno sorriso, che ci hanno accolto nella loro locanda anche se erano praticamente in chiusura (se dovete cenare da quelle parti fatelo entro le 19 perchè poi troverete tutto chiuso!), a che pro scattar loro fotografie?
Abbiamo pernottato nella cittadina di Berlin, esattamente qui , nelle foto del loro sito vedrete le mini casette in cui abbiamo dormito, situate subito accanto ad una Chiesetta minuscola dove, al mattino seguente, abbiamo trovato un’intero spiazzo di calessi parcheggiati per la messa domenicale.
Il nostro alloggio era molto country, estremamente pulito e curato nei dettagli: bollitore per il caffè, assortimento di tè e tisane, sacchettino contenente cookies giganti fatti in casa… la notte l’abbiamo passata un poco agitati… eravamo gli unici ospiti e attorno a noi i boschi, ci aspettavamo di sentire ululare anche i lupi!!
Fortunatamente il sole del mattina ha invaso presto la nostra camera e ha spazzato via ogni pensiero, una volta aperta la porta il profumo di terra umida, gli alberi che facevano filtrare la luce del sole e lo scampanio delle campane che annunciavano la messa domenicale ci hanno messo subito di buon umore! Questo B&b ci ha offerto una colazione molto varia ed assortita a base di porridge di avena, waffles con sciroppo d’acero, frutta e cookies… e taaanto taaanto caffè come solo chi è mai stato in America può immaginare! ^^
La sera prima, come vi ho accennato poco fa, abbiamo cenato in una locanda gestita da Amish, forse l’unica di tutta Berlin, cucina semplice e casalinga: insalata di pollo e verdura per me e probabilmente un piatto di carne per Andrea, non ricordo bene, ma di una cosa sono sicura…. la mitica Pumpkin pie!!!! Dato che la locanda era in chiusura (e ce ne siamo accorti solo dopo perchè assolutamente nessuno ci ha fatto intendere che dovevamo andarcene, sono veramente ospitali) abbiamo mangiato velocemente e ci siamo fatti incartare la torta per poterla mangiare con calma in stanza assieme ad un tè.

 Io questa torta la desideravo da sempre, così come desideravo la Cheesecake , esistono in rete tantissime ricette ma io volevo quello VERA fatta negli stati uniti, è un po’ come pretendere di assaggiare un vero Panettone in Francia…. il panettone lo mangio a Milano… e la torta di zucca dagli Amish! E così è stato. Chi mi conosce sa che io A D O R O la zucca, la mangio quasi tutti i giorni e tutto l’anno (oggi a pranzo con 33° C in casa ho mangiato la zucca al forno!) e di conseguenza ero curiosissima nei confronti di questa torta. Verdetto? Buona ma poco zuccosa (manco a dirlo però, molto cannellosa), la polpa di zucca e praticamente cucinata in forma di crema con aggiunta di panna, uova e zucchero… e cannella, tanta cannella…. ed è una sorta di istituzione il binomio zucca-cannella per gli americani… io credo che i bambini crescano con la convinzione che la zucca abbia il sapore della cannella tanto è presente ovunque, un esempio? La panna per il caffè nelle confezioni monodose nei dinner o nei caffè lungo le statali, nel periodo di Settembre-ottobre la trovate aromatizzata alla Pumpkin pie e sa di… cannella! Così come il mix di spezie per Pumpkin Pie… cannella. La candela profumata di Pumpink pie… profuma di cannella… e la povera zucca la trovate solo così, nella torta, nel pan di zucca (cannelloso) o… sui davanzali delle finestre che vi sogghigna alla sera e vi fa saltare per aria come è successo alla sottoscritta!
Però… volete mettere l’emozione nel passare accanto ad un campo di zucche e vederlo puntinato da macchioline arancioni? 

Ho visto nascere le zuccheeee!!! ^^

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