Minestrina con ovetto

22 January, 2010

Le mie galline hanno iniziato a fare le uovaaa!!!
Essì, pure le galline ho, e un gallo… delle oche e un’orto (che produce quasi esclusivamente zucchine…)
Solita parentesi barra aneddoto barra straziante ricordo dell’infanzia:

Mio nonno paterno (sì lui, quello che chiudeva la nonna fuori casa quando preparava la Torta Paesana) aveva una passione sfrenata per orti e pollai. Il suo orto produceva tanta di quella verdura (insalata, rucola, pomodori, carote, fagiolini, piselli, fagioli, verze, zucchine….) che in alcune stagioni (Luglio/ Agosto) ci ritrovavamo tutte le sere sulla terrazza a mangiare pentoloni di passati di verdura (tutte le sere per mesi) perchè era l’unico modo per riuscire a consumare tutto quello che riusciva a tirar fuori dalla sua terra! Io ricordo che la mia merenda consisteva nell’andar direttamente nell’orto e tirar fuori dalla terra la carota più grossa, una rapida lavata con la canna dell’acqua del cortile e via, la si mangiava così come era, alla faccia delle merendine e dei microbi della terra, neanche la pelavo e sono ancora viva! (ora alcune mamme annaffiano verdura e frutta di Amuchina…), mio cugino invece addentava allegramente un pomodoro!
I pomodori… anche di quelli ce n’erano delle vagonate e fino a qualche anno fa non li potevo vedere perchè sin sa quando ho ricordi le estati i miei genitori le passavano a fare la salsa: puzza di pomodoro in tutta la casa, pelli e bucce che ti si appiccicavano addosso, sulle sedie…bleah , era un incubo per me. Ricordo anche la macchinetta a manovella, da una parte scendeva quella purea rossa e dall’altra venivano “sparate” fuori le odiate bucce… brrrr (Poi fortunatamente l’odio nei confronti del paffuto ortaggio è passato!)
Oddio dove ero rimasta? Assì, enormi produzioni di verdura. Il pollaio invece…mamma mia quante merende che mi hanno fregato di mano le galline!! (pane e formaggio, le carote mica le volevano le maledette!), e la ricerca delle uova, io almeno avevo l’accortezza di aspettare che la gallina “finisse” e uscisse dalla casetta… mio cugino le alzava direttamente dalla paglia e prendeva l’uovo… con conseguente starnazzamento/beccaggio e spiumamento del pollo in questione! Le anatre invece avevano un recinto a parte con anche uno stagnetto. Per un certo periodo ci sono stati anche dei conigli e le mucche, ma ero veramente piccola e di queste cose ho solo uno sbiadito ricordo (delle mucche ricordo solo un enorme naso nero risultato di un faccia/muso con la bestiola in questione che deve avermi alquanto traumatizzata!).
Ma come tutte le belle cose dell’infanzia, con la morte del nonno le erbacce hanno invaso il giardino e anche gli animali se ne sono andati, lasciando il posto ai rovi e alle ortiche.
Poi l’idea di mio papà, riuscire a bonificare un fazzolettino di quello che una volta era un immenso orto… un po’ di insalata, qualche zucchina… poi sono tornate le galline e un gallo. Oddio, c’è voluto un po’ di tempo per riprendere il ritmo, anche perchè la casa dei nonni è a qualche minuto di auto da casa nostra e un orto va curato tutti i giorni…però ce la siamo cavata: la bonifica è stata opera del Dany che in un pomeriggio di Luglio si è offerto quasi-volontariamente ( :oD ) di aiutarci, andando a ripulire il pollaio e l’orto (dove nel frattempo mio papà aveva già piantato delle zucchine, ma essendo alquanto difficoltoso entrarvi _ erbacce alte un metro e più_ alcune di queste crescevano così tanto che più che zucchine parevano enormi zucche bislunghe (Dany l’ho visto parecchio scioccato di fronte ad un’esemplare di tale ortaggio grosso quanto una mia gamba!). Ora l’orto, nei mesi estivi, produce regolarmente zucchine, pomodori e insalata.

Il pollaio… questo è un capitolo alquanto spassoso: per ora abbiamo 7 galline ( mio fratello le ha seguite da quando erano pulcini e le ha chiamate Numero Uno, Numero Due, Numero Tre … originale no??), un gallo e qualche anatra (uhm…una era nel forno a Natale…). Fin qui tutto bene se non fosse che i pennuti in questione sono alquanto indisciplinati e sopratutto il Gallo… chissà chi si crede di essere, non passa giorno che non tenti il caricone a mio fratello e mia mamma ( aspetta che tu gli dia le spalle e parte all’attacco il farabutto!!), una volta è anche scappato in strada (ok il cooker di mia zia lo stava rincorrendo e mia zia ha rincorso tutti e due per le strade di Seregno con una scopa in mano…tutto normale no? Peccato che il gallo in questione abbia voluto entrare in un negozio dall’altra parte della strada e l’allegro trio abbia invaso le corsie dello sventurato reparto casalinghi tra urla, abbai e schiamazzi…)… le galline invece hanno imparato a scavalcare le mura di cinta e durante il giorno vanno a trovare i vicini di casa (sono educate però, ci tengono al buon vicinato) e sembra si divertino a fare le uova nei posti più insoliti (leggi : cassettina degli attrezzi situata nel mobiletto in cortile, sopra al seghetto…ahi che male!), e qua ritorniamo all’inizio di questo post kilometrico (il mio gentile moroso manco li legge più, dice che sto diventando logorroica, ma che volete farci? Dovrò pur tramandare ai posteri le mie memorie!!!!), le mie galline fanno le uova! Essì, da circa un paio di settimane. Uova piccolissime, non pesano neanche 60g l’una e sono di forma molto allungata .
Ora, come ti cucino il primo ovetto homemade??
Semplicissimamente in camicia, ma non in acqua bensì… un brodino di carne in cui ho fatto cuocere anche una stecca di cannella, due chiodi di garofano e un’anice stellato.

Ingredienti
1 uovo di gallina fresco (possibilmente covato nella cassettina degli attrezzi mentre la zia rincorre il gallo per strada)

brodo di carne

1 stecca di cannella, un’anice stellato, un paiodi chiodi di garofano

In una pentola portar a bollore il brodo con aggiunte le spezie, assaggiare per regolare di sale e non appena bolle versrci un uovo (sgusciatelo al momento sulla pentola o se non vi fidate mettetelo prima in una ciotola e poi versatelo nel brodo), procedete come un normale uovo in camicia (per chi non sapesse cosa siano le uova in camicia, la preparazione consiste nel buttare un uovo crudo _ senza guscio neh!_ nell’acqua _nel mio caso brodo_ in bollore. Con il calore l’albume cuocerà imprigionando al suo interno il tuorlo.) Quando si cuociono in acqua l’uovo si estrae dopo 3 minuti, il tempo necessario affinchè ilbianco sicuocia e il rosso rimanga cremoso, nel caso del brodo aspettiamo che il bianco si cuocia e impiattiamo direttamente in una scodella, l’uovo continuerà a cuocere nel brodo bollente.
Ora sta a voi: potete aspettare qualche minuto in modo che il rosso si rassodi, oppure inciderne la suerficie facendo fuoriuscire la cremina rossa che andrà ad amalgamarsi al brodo.
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