Riapre la stagione dei Bento!

24 May, 2010

Nei mesi freddi non è proprio il massimo, a meno che non siate per forza obbligati ai pasti fuori casa, ma con l’arrivo della bella stagione aumentano le occasioni di gite fuori porta e, in questo caso, sono oramai anni che mi organizzo con il pranzo da casa, o meglio, con il Bento!
Se guardate nella colonna alla sinistra dello schermo trovate la voce Bento tra i tag, troverete le foto di tutti gli altri Lunch Box che mi sono fatta negli ultimi due anni e chi non sapesse cosa siano basta fare una breve ricerca su Internet e vi si aprirà un mondo nuovo.
In poche parole sono la classica “schiscietta” (pranzo al sacco) che i giapponesi consumano ogni giorno al lavoro o a scuola, generalmente si porta da casa ma essendo la formula/pranzo più comune potete trovare bento già pronti in qualsiasi bar, supermercato, metropolitana, stazione ferroviaria ecc, un po’ come da noi il chioschetto dei panini.
Chi ben conosce gli usi nipponici sà che la presentazione estetica del cibo conta veramente tanto, di conseguenza i giapponesi hanno sviluppato una vera e propria arte nel presentare il cibo e la realizzazione dei bento ne è un’ennesima prova, vi invito a digitare Obento su un qualsiasi motore di ricerca e guardatevi un po’ di immagini, c’è da perdere la testa!!
Con un po’ di pratica son riuscita a fare qualcosa di carino anche io, con Gatto-Bento , Pingu-Bento e il Bento di Halloween dello scorso anno ad esempio.
Una delle regole principali nel comporre il vostro pranzo al sacco consiste nel prevedere una fonte di carboidrati (di solito riso), proteine e verdura con frutta. In questo modo il pasto è bilanciato e vi è maggiore varietà di forme e colori (ricordiamoci il discorso sulla presentazione estetica…), poi sta a voi decidere come comporre il tutto, all’inizio sembrerà strano/difficile ma, come per tutte le cose, basta prenderci la mano!
Un bento costituisce il pranzo di bambini o adulti, ne esistono di forme e dimensioni differenti, colorato o seri (per chi pranza in ufficio ad esempio), nonostante possano contenere anche grosse quantità di cibo le dimensioni sono sempre ridotte al minimo, a volte sono a 2-3 piani ma da un punto di vista d’ingombro si cerca sempre di avere una “scatoletta” molto compatta, in modo che vi sia anche comodità di trasporto in zaini o borsette o valigette da ufficio.

Ieri io ed Andrea abbiamo pranzato fuori casa, per me mi sono preparata uno dei miei Bento piccoli, ad un unico scomparto con posate incorporate in un apposito “cassettino” posizionato nel coperchio. L’ho riempito con un Onigiri di riso decorato con alga nori e spolverato di ducca, tonno al naturale, zucca al forno, pomodorini, una fragola, insalata verde e qualche salatino.
Per Andrea ho preparato un bento da uomo a due piani, piuttosto capiente che a prima vista ricorda la classica schiscietta di alluminio delle nostre nonne (oh, quella originale ce l’ho! Con tutte le botte e le ammaccature degli anni, apparteneva a mio nonno!!!). Per farvi un’idea del Bento da uomo, in un solo scomparto c’è stata tranquillamente un’insalata di riso composta da più di 100g di riso (pesato a crudo) con relativo condimento, nel secondo vano un tramezzino composto da una fetta di pancarrè e crudo e circa 200g di fragole. Volendo ci stavano tranquillamente 2 tramezzini e meno fragole, o addirittura poteva essere riempito con insalata di pollo e verdure, o altra carne precedentemente tagliata a bocconcini per facilitarne il consumo. Tutto questo, una volta richiuso e impilato, è andato ad occupare un piccolo sacchettino (altezza finale del bento di destra 12 cm, 15 se consideriamo il manico. Il mio bento, invece, misura 14cm x 14cm)
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