Vintage Cookies ( biscotti all’avena e banana) _ senza zucchero

2 February, 2015

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Ho scoperto l’avena  durante il mio “su e giù” per la costa Est degli USA.
Ricordo ancora le file di casette bianche disposte l’una accanto all’altra lungo la costa del New England, il pennone con la bandiera degli Stati Uniti che sventolava accanto ad ogni villetta e i porticati di legno bianchi con l’immancabile dondolo, l’odore dell’Oceano e quella strana sensazione di trovarsi in un’altro mondo distante miglia e miglia dalla realtà.
In un B&b, che pareva appena uscito da un romanzo della Alcott,  ho avuto la mia prima colazione a base di granola fatta in casa e, in un piccolo locale incontrato lungo la costa, ho assaggiato il mio primo cookies ai fiocchi d’avena con la sua tipica consistenza un po’  “chewy” ad indicare quella via di mezzo tra il morbido, l’appiccicoso ed il croccante, le caratteristiche del vero cookie casalingo.

Tra i campi ed i granai dell’Ohio ho incontrato la popolazione Amish con i loro bambini biondissimi e le donne timide nei loro castigati abiti grigi, lì l’avena aveva la consistenza morbida di un porridge servitoci a colazione prima di riprendere il nostro viaggio verso New York.
E ancora… barattoli pieni di piccoli fiocchi dorati sulle bancarelle dei numerosi mercati contadini incontrati tra Boston e New York, i biscotti appena sfornati serviti nei piccoli cafè incontrati durante le nostre soste lungo le autostrade che attraversavano il Vermont, quegli stessi biscotti che portavamo con noi rinchiusi in un sacchetto di carta sul sedile posteriore della nostra auto e che mangiavamo aspettando l’alba sulle scogliere del Maine.

Vivere in quei posti è stato come fare un viaggio nel passato, piccoli paesini di mare e casette di legno, i campi di granoturco dell’Ohio e le fattorie con i granai, i piccoli Dinner lungo le strade con le loro logore panche rivestite di pelle ed i tavoli di legno un po’ appiccicoso, radio gracchianti in sottofondo e sacchetti di biscotti appena sfornati

 

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Banana ed avena, un’accoppiata un po’ vintage che mi riporta direttamente nelle atmosfere vissute in quel viaggio.
Due soli ingredienti che spesso la tradizione americana ci offre in svariate interpretazione, dal banana bread ai muffins, un binomio che è sempre più spesso simbolo di cibo sano e nutriente.
Dei benefici dell’avena ne ho già parlato qui in occasione della granola, ma della banana ancora non ho avuto modo di parlare .

Sono cresciuta tra gli anni 80 e 90 , credo sia stato il periodo in cui le diete fai-da-te iniziavano a spopolare tra i vari passaparola e le prime riviste di “salute”. Sono divenuta grande con nelle orecchie tante frasi fatte che rimbalzavano da mamma a zie, amiche, consigli alimentari dati da figure poco competenti … insomma di tutto questo marasma sono arrivata ai 30 anni  con nella testa la frase ” Le banane fanno ingrassare” e per colpa di questa credenza ho mangiato la mia ultima banana a 10 anni e per più di 20 in casa mia non se n’è più vista una!
Credo anche di non essere l’unica,  tanti dietologi piuttosto attempati e di vecchia scuola tra le note a fondo dieta scrivono spesso NO BANANE , addirittura mi sono arrivate voci sul fatto che le banane siano “grasse” (!!!).
Ora, a meno che non si parli di avocado e cocco, difficilmente abbinerei la parola grasso ad un frutto, può contenere più o meno zuccheri a seconda del tipo e del grado di maturazione, ma di grassi proprio non ce ne sono.
Ho riscoperto la banana negli ultimi 3 anni, ho visto come sia perfetta nella preparazione di dolci leggeri per via della sua consistenza cremosa che sostituisce perfettamente il burro ( vd. i brownies) e il suo dolce naturale mi aiuta a fare a meno dello zucchero, addirittura una volta surgelata e frullata diventa un cremoso gelato e conferisce cremosità e dolcezza a smoothies e frullati.
Da un punto di vista calorico spesso una banana di normali dimensioni ( 100 g ) ha meno calorie di una mela, considerate che le mele che trovate al supermercato si aggirano sui 240-250 g ( per un totale di circa 110 kal ), una banana ne ha circa 80-90 ( a seconda del grado di maturazione). Si parla di una differenza di una manciata di calorie, ma ve lo dico giusto per farvi capire che non stiamo parlando di frutti da evitare.
Se consideriamo che da un punto di vista di dolcezza, la banana appaga molto più di una mela, possiamo ben capire come sia di aiuto nei periodi di dieta perchè diviene un vero e proprio dessert ( se poi d’estate le surgelate a fettine e le frullate senza null’altro ottenete anche un buonissimo gelato!).
E ancora, una banana ben matura tagliata a tocchetti ed aggiunta ad uno yogurt bianco al naturale diventa una golosa merenda per i bambini, evitando così tutti quei pasticci zuccherosi spacciati per “yogurt”, schiacciata con una forchetta e mescolata a scaglie di cioccolato fondente o cacao amaro diviene una dolce crema con cui farcire i pancakes … insomma si presta alle più svariate preparazioni.

I biscotti che vi propongo oggi sono un classico del repertorio salutista d’oltreoceano ( perchè l’America non è solo Hamburger e schifezzuole varie, ma vi assicuro che c’è anche una buona fetta di popolazione super salutista), si compongono di solo 2 ingredienti, niente zuccheri aggiunti perchè bisogna utilizzare le banane mature che sono già molto dolci di loro. Nella mia versione abbiamo l’immancabile cannella (opzionale) e l’albume d’uovo perchè ho voluto aggiungere anche qualche proteina senza appesantire con i grassi del tuorlo.

 

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Tempo: 30 minuti
Difficoltà: facilissima (fatevi aiutare dai vostri bambini!)
Senza glutine ( utilizzate avena certificata) _ Senza Lattosio _ senza zucchero *
Informazioni Nutrizionali _ a biscotto  _ Calorie 95  _ Carboidrati   14,4 g _ Grassi  1,8 g _ Proteine 3,9  g

 

Ingredienti (per 12 grossi cookies)

180 g di banane mature (circa 2 frutti)**
240 g di fiocchi d’avena integrale
80 g di albume (2) *
14 g di semi di chia (2 cucchiai)
1 cucchiaino di cannella
un pizzico di sale

marmellata di frutti rossi senza zucchero ( io uso la Rigoni, dolcificata con succo di mela)

* Per una versione vegana sostituire l’albume con il finto uovo preparato unendo in una ciotola i 14 g di semi di chia previsti dalla ricetta con 4 cucchiai di acqua, attendete una decina di minuti che si formi un gel.

** La banana è matura quando la buccia è piena di macchioline nere, meglio ancora se è tutta nera. Contrariamente a quanto molti pensano un banana con una buccia del genere non è marcia, la polpa al suo interno sarà dolce e color crema (sempre che non abbia preso colpi e botte varie) ideale per tutti i dolci e gelati che prevedono questo ingrediente. Inutile dire che i nostri supermercati spesso i frutti maturi li scartano e nel peggiore dei casi li buttano via, ho imparato a metter da parte la timidezza e chiedere agli addetti del reparto frutta se hanno in giro delle banane molto mature, nel caso lascio sul banco quelle verdi che spesso ci tocca comprare ed acquisto quelle “di scarto”, se ho voglia di una banana non voglio aspettare 3 settimane che maturi!

Tagliare la banana a tocchetti.
In un mixer a lame tritare grossolanamente i fiocchi di avena, unire la banana, il sale, i semi di chia e la cannella e frullare nuovamente aggiungendo poco a poco l’albume sino ad ottenere un composto appiccicoso.
Aiutandovi con un cucchiaio o un porzionatore da gelato fare 12 grosse palline di impasto e disporle sulla teglia rivestita di carta da forno, praticare una conchetta su ciascun biscotto e riempirla con un cucchiaino di marmellata.
Infornare a 180° C statico per 20-25 minuti, i cookies sono pronti quando la base a contatto con la carta da forno sarà ben asciutta e dorata.

Questa ricetta è una base, a piacere omettete la marmellata e mettete delle scaglie di cioccolato fondente, nocciole a pezzettoni ecc.

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